Corruzione, Tona (Anm). Statistiche a favore corrotti, ma se c'è denuncia, processo chiuso".

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Fabiano Valente Tona“Trasparenza ed efficienza alla luce della nuova Legge anti-corruzione”, è il tema del convegno che il Prefetto, Carmine Valente, ha organizzato e moderato questa mattina al centro culturale Michele Abbate. Ad intervenirebl prof. Santo Fabiano, docente di diritto degli enti locali all’Università Roma 3 e del Giudice Giovanbattista Tona, Presidente Provinciale dell’Associazione Magistrati, per una disamina della Legge n.190 del 2012. <<Una conferenza che ho fortemente voluto perchè per la prima volta lo Stato ha approntato un provvedimento sulla corruzione, ma noi sappiamo che questo problema c’è>>, spiega il Prefetto Valente. <<Ci troviamo in un momento di crisi in cui solo se riusciamo a dare efficacia e trasparenza alla Pubblica Amministrazione, riusciamo anche a convincere i cittadini che ci guardano e non ammettono più superficialità e ruberie. Ci dobbiamo attrezzare, è un richiamo a serrare i ranghi>>. La legge introduce novità su come i dirigenti devono comportarsi per evitare la corruzione. <<La maggior Il pubblico Campisi Li Vecchi Nicastro Zulianiparte della corruzione negli uffici – spiega infatti Valente – avviene per superficialità del dirigente, mancanza di controllo o perchè è un malfattore, ma in genere la filiera del comando non viene bene organizzata. Ci sono sintomi che manifestano casi di corruzione. E’ lì che si richiama l’attenzione del dirigente>>. <<E’ fondamentale affermare che non si parla di corruzione perchè c’è la legge>>, spiega Santo Fabiano, professore universitario a Roma 3. <<Una legge non potrà mai regolare un sistema sociale, dobbiamo incominciare noi a presidiare comportamenti improntati al vivere civile. Un sistema male educato comincia a pretendere leggi invasive per educare. Ma la legge ha il suo ambito e tutto ciò che non è norma, deve essere presidiato da noi. Il crimine organizzato di fronte alla legge è bravissimo a risultare specchiato e c’è il rischio che qualche poveraccio cada nella rete e i furbi la facciano franca>>. <<Come Apa, associazione auditors, abbiamo prodotto un protocollo trasparenza. Chiediamo Alberto Leone al centroagli enti locali, prima di arrivare alla corruzione, di dotarsi di un protocollo di comportamenti. Cominciamo a dire quali legami intercorrono tra amministratori e autorizzazioni, appalti o quante manutenzioni su una stessa strada e perchè si sceglie una ditta. Non si tratta di dare troppa attenzione all’aspetto economico, conosco troppi assessori che rinunciano al compenso perchè sanno bene come ricompensarsi”. Molto accorato e ricco di riferimenti di dottrina politica l’intervento del giudice Giovanbattista Tona, presidente della Anm provinciale del distretto giudiziario nisseno. “E’ vero che il 98% dei siciliani sono onesti e che forse i mafiosi sono il 2%, ma è una maggioranza culturalmente ininfluente. Non silenziosa ma ininfluente”. Il riferimento del magistrato è alla scarsa cultura dei diritti e dei doveri, a partire dai pubblici dipendenti e alla poca propensione alla denuncia di reati anche da parte di vittime. “Le statistiche sui casi di corruzione scoperti e sanzionati – ha spiegato Tona- effettivamente vanno a favore di corrotti e corruttori, ma sappiate, ditelo ai vostri colleghi, che quando avviene una denuncia di una vittima, il processo è praticamente chiuso perchè ci si trova di fronte ad indagini blindate dal momento che chi ha pagato dichiara modalità e circostanze del pagamento”. Tona ha citato Montesquieu per spiegare come soltanto in uno stato dispotico il funzionario agisce in funzione del dono, del regalo ed ha criticato alcuni aspetti della legge anticorruzione laddove non prevede tutele per i pentiti, ovvero dipendenti pubblici, funzionari e dirigenti che hanno partecipato alla corruzione ma che decidono di denunciare, ma soltanto per i testimoni di giustizia, ovvero dipendenti che possono denunciare procedimenti illegali in cui non hanno avuto nessun ruolo.

Alberto Sardo

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