Coronavirus, tutti i numeri dell’emergenza nell’incontro convocato dal prefetto con Asp e sindacati

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“Abbiamo chiesto e ottenuto dal Prefetto Di Stani un confronto con la Direzione strategica dell’Asp per tentare di porre fine a decine di notizie che producono inutili polemiche in un momento che necessita solo di serenità e concretezza”. Così i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Emanuele Gallo, Ignazio Giudice e Vincenzo Mudaro hanno comunicato gli esiti di una videoconferenza tenutasi lunedì sera e durata circa tre ore con i direttorigenerale e sanitario dell’Asp, Alessandro Caltagirone e Marcella Santino e il prefetto Cosima Di Stani. Ecco alcuni dati emersi dal confronto.

Sono attualmente 1 674 i cittadini in quarantena in tutta la provincia e 500 i tamponi eseguiti e inviati all’istituto zooprofilattico. Nel frattempo sono 4 mila i test rapidi già ordinati.

In tema di dispositivi di protezione l’Asp ha garantito che tutti i dipendenti dei presidi ospedalieri hanno i dispositivi di sicurezza. “L’Eni – affermano i sindacati – ha donato 42 500 mascherine all’Asp delle quali 35 000 chirurgiche e 7 500 del tipo fpp2”.

All’ospedale Vittorio Emanuele di Gela è stato completato il reparto malattie infettive e da giovedì sarà attivo dato che già sono arrivati gli arredi, collaudati i sistemi di ventilazione ed è quasi pronto il sistema di comunicazione. Sono 34 i posti letto Covid al primo piano dell’ospedale gelese. Nei due ospedali Sant’Elia e Vittorio Emanuele sono presenti altrettanti reparti di terapia intensiva.

Dall’inizio dell’emergenza attraverso il reclutamento speciale l’Asp ha assunto 60 infermieri e 70 operatori socio sanitari mentre soltanto dieci medici ad oggi hanno aderito al bandot – tutt’ora aperto – del Policlinico di Messina per l’assunzione in un’Asp siciliana scegliendo la provincia nissena. Infine nessun albergo della provincia di Caltanissetta ha aderito al bando del Governo Regionale per ospitare cittadini in quarantena.

“La crisi provocata dal coronavirus sta colpendo in maniera drammatica il nostro Paese e impone la necessità di garantire la massima sicurezza a tutto il personale che opera nei servizi e nelle strutture sanitarie attraverso il rigoroso rispetto del protocollo sugli standard di protezione durante l’attività di servizio – affermano Cgil, Cisl e Uil -. C’è l’esigenza prioritaria anche di evitare il più possibile la diffusione del contagio all’esterno dei servizi sanitari ed è necessario un coinvolgimento dei Sindaci in modo da adottare delle misure di prevenzione mettendo a disposizione dei lavoratori impegnati nei percorsi Covid 19 strutture albergiere o altre strutture idonee al fine di evitare spostamenti sul territorio provinciale e assicurare la salute e la sicurezza delle loro famiglie e dei cittadini tutti”.

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