Coronavirus. Tutta l’Italia diventa zona di contenimento, scuole chiuse fino al 3 aprile

717

La tutela della salute pubblica è priorità per il governo. Ed ecco allora che il primo ministro Giuseppe Conte convoca una conferenza stampa dopo aver preso atto che il contagio di coronavirus si diffonde velocemente in tutta la penisola. E annuncia un nuovo provvedimento, che si chiama “Io resto a casa”. In sintesi: non ci sarà più una zona rossa, ci sarà “l’Italia zona protetta”. In tutto il Paese si dovranno evitare gli spostamenti, a meno che non siano motivati, così come accade da domenica in Lombardia e in 14 province, da comprovate ragioni di lavoro, necessità, motivi di salute. Le misure entrano in vigore da martedì mattina.

Alle misure già in vigore nel Nord Italia si aggiunge, dice Conte, il divieto di assembramenti all’aperto. “Comprendiamo la voglia di socialità, ma non possiamo più permetterci occasioni di socialità che sono anche occasione di contagio”, spiega Conte.

“Sono costretto a intervenire per proteggere tutti noi e soprattutto le persone più fragili e vulnerabili”, continua il presidente, e si riferisce ai medici-eroi, che mettono a rischio la propria salute per curare i malati.

Infine, un appello che fa pensare alla gravità dell’ora: “Il futuro dell’Italia è nelle nostre mani. Ognuno deve fare la propria parte”.

In conferenza stampa, rispondendo alle domande dei pochi giornalisti presenti, Conte conferma che anche la chiusura delle scuole e delle università fino al 3 aprile è stata estesa a tutta Italia.

La decisione è stata presa durante una riunione pomeridiana che si è svolta oggi nella sede della Protezione Civile e alla quale hanno partecipato, oltre il Capo dipartimento e commissario per l’emergenza, Angelo Borrelli, il ministro per i rapporti con le Regioni, Francesco Boccia, e il ministro della Salute, Roberto Speranza. In conference call, poi, hanno partecipato tutte le Regioni attraverso i vari governatori e i loro delegati. (articolo tratto dall’edizione online del quotidiano Avvenire)

Commenta su Facebook