Coronavirus. Positivo il tampone sul paziente deceduto per polmonite. Primo caso a Caltanissetta

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E’ un tecnico in servizio presso il laboratorio di sanità pubblica dell’Asp2 di Caltanissetta il paziente di 58 anni deceduto nella tarda mattinata di ieri all’ospedale Sant’Elia dopo un ricovero per una polmonite effettuato poche ore prima e risultato positivo al coronavirus. L’esito del tampone ha confermato il contagio da Covid-19. L’uomo è arrivato in gravi condizioni al pronto soccorso ed è stato sottoposto ad una tac che ha evidenziato una situazione polmonare già compromessa. Il decesso è avvenuto per insufficienza cardio respiratoria. Il 58enne che da alcuni giorni era in malattia, il 27 febbraio avrebbe partecipato ad un pranzo per il trasferimento (e non pensionamento come erroneamente riportato in un primo momento) di un amico alla presenza di altri convenuti. Ma il paziente solo negli ultimi giorni manifestava sintomi influenzali e febbre e, come riportato dal sito seguonews.it che ha intervistato la moglie dell’uomo, dal 4 marzo ai primi sintomi era rimasto sempre a casa.

Il tampone è stato analizzato al laboratorio di riferimento regionale per la Sorveglianza Epidemiologica e Virologica del policlinico universitario Paolo Giaccone di Palermo.

“Il paziente era giunto nel nosocomio in ambulanza, in uno stato molto critico, con gravi difficoltà respiratorie, riferendo uno stato febbrile presente già da diversi giorni. Sono stati così effettuati immediatamente: una Tac, che ha mostrato una polmonite interstiziale in fase avanzata e il tampone per il Coronavirus, successivamente risultato positivo. È stato, quindi, intubato e posto in isolamento. Dopo qualche ora è avvenuto il decesso”. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana, assessorato alla salute.

“L’Asp di Caltanissetta ha ricostruito quanto accaduto. Il 9 marzo, l’uomo aveva rappresentato una sintomatologia febbrile non riconducibile a un caso sospetto di Coronavirus e veniva visitato dal medico di continuità assistenziale. Il giorno dopo, la famiglia del paziente ha contattato la centrale operativa 118 riferendo che il congiunto, oltre allo stato febbrile, aveva anche difficoltà respiratorie. Tuttavia sentito telefonicamente, lo stesso paziente ha rifiutato formalmente il ricovero, malgrado l’insistenza ripetuta dell’operatore sanitario. Ieri, i familiari, così come consigliato precedentemente, in caso variazione del quadro clinico, hanno ricontattato il 118, rappresentando un peggioramento e accettando il ricovero. In via precauzionale sono state avviate tutte le procedure previste dal protocollo: isolamento dei contatti stretti, sanificazione dei percorsi e della struttura in cui il paziente lavorava”.

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