Coronavirus, Polo Civico: “Tamponi a tappeto e via le imposte comunali”

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Tamponi a tappeto. È quello che chiede il Polo Civico Cives 3.0 all’amministrazione comunale. Cioè di farsi promotrice presso l’Asp di una campagna di tamponi e prelievi che coinvolga tutti i cittadini nisseni. Un’attività che è già in corso in Veneto, in Emilia-Romagna e anche in alcuni piccoli comuni siciliani su diretto impulso delle amministrazioni comunali, e che sta offrendo un quadro esatto del contagio permettendo anche di calibrare al meglio le conseguenti attività sanitarie.

A Vo’ Euganeo per esempio, in provincia di Padova, con l’esecuzione del tampone per la ricerca del Covid-19 a tutti gli abitanti del paese di Vò è stato rilevato che la grande maggioranza delle persone che si infetta, tra il 50 e il 75% (in larga parte giovani), è completamente asintomatica. E con l’isolamento dei soggetti infettati il numero totale dei malati è sceso da 88 a 7 (almeno 10 volte meno) nel giro di 7-10 giorni.

Non solo, l’isolamento dei contagiati (sintomatici o non sintomatici) ha anche efficacemente protetto altre persone dal contagio, ma anche la stessa evoluzione della malattia nei soggetti contagiati ha avuto esiti più favorevoli, perché il tasso di guarigione nei pazienti infettati, se isolati, è risultato del 60%, in soli 8 giorni.

Effettuare una vera e propria campagna dei tamponi, a partire dalle categorie più esposte, cioè il personale sanitario, significa adottare una strategia volta a individuare subito i positivi asintomatici al Coronavirus, consentendo alle autorità sanitarie di delimitare il contagio.

Appare inoltre opportuno aumentare la frequenza dei test per il Covid-19 sulle categorie professionali più esposte: medici, infermieri ospedalieri e del 118, operatori delle Forze di Polizia e tutti coloro che sono per motivi di servizio o di lavoro a contatto con il pubblico.

Ogni euro in più speso per i tamponi, infatti, consentirebbe in breve di rallentare significativamente il numero dei potenziali contagiati. E quindi sarebbe un risparmio, rispetto a maggiori cure sopravvenienti nel caso in cui si facciano meno tamponi di quanto non sia evidentemente necessario a fermare davvero il contagio.

E l’intenzione già annunciata dal Governatore Zaia è di estendere tale attività a tutta la Regione Veneto. Stesso discorso in Emilia-Romagna, a Piacenza, dove dietro iniziativa di un oncologo del civico ospedale si stanno effettuando tamponi casa per casa e anche l’intenzione è di estenderla a tutta la Regione. E lo stesso tema è in discussione alla Regione Siciliana.

Come emerso dall’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera dei Deputati, che si è esplicitamente soffermato sull’argomento, si ribadisce inoltre l’assoluta urgenza di intervenire sulla leva fiscale locale, annullando per tutto l’anno in corso o sospendendo, tutti i tributi comunali a carico degli esercizi commerciali, autorizzati e non all’apertura, per dare respiro all’economia di base già fiancata da una perdurante crisi prima dell’emergenza Coronavirus.

Si tratta infatti nella stragrande maggioranza dei casi di piccole imprese prive di tesoretti che lavorano a conto corrente, incassano e pagano. E il rischio concreto è che con il perdurare del blocco delle attività non riaprono più.

Il tesoretto invece, per nostra fortuna, grazie agli accantonamenti effettuati dalle precedenti amministrazioni, lo ha il Comune. E consiste in circa 12 milioni di euro che possono essere immediatamente resi fruibili proprio in ragione di una emergenza senza precedenti e del tutto eccezionale come quella in corso.

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