Coronavirus, la situazione a Caltanissetta: tre nuovi ricoveri in Malattie infettive. Si lavora a un piano per attrezzare l’ospedale se aumentano i casi

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Sono 46 i casi di contagio dall’inizio dell’emergenza coronavirus in provincia di Caltanissetta. Un dato che l’Asp spiega essere “suscettibile di futuri incrementi dovuti ai numerosi tamponi/test in corso di risultato”.

S’incrementa di tre unità il numero di pazienti ricoverati nel reparto di Malattie Infettive presso l’ospedale Sant’Elia. I nuovi ricoveri riguardano un paziente di Caltanissetta, uno di San Cataldo e il secondo caso registrato a Serradifalco. 

Rimane invece costante il dato dei pazienti risultati positivi al tampone che vengono curati o seguiti in regime di isolamento domiciliare. Sono 19 in tutta la provincia: 11 a Caltanissetta, due a Gela, due a Niscemi e quattro a San Cataldo. Si tratta di pazienti in condizioni di salute tali da non essere necessario il ricovero. 

Diventano invece cinque i pazienti ricoverati in terapia intensiva (ieri erano quattro). L’ultimo paziente proviene da Serradifalco ed è stato aggiunto nel prospetto di riepilogo dei casi di coronavirus in via precauzionale. Il paziente pur avendo un quadro clinico meritevole di attenzione è risultato negativo a ben due test. Si tratta quindi di una situazione da approfondire.Sono tre infine i pazienti ricoverati fuori provincia. Due all’ospedale Gravina di Caltagirone e uno all’ospedale di Marsala.

Il numero di 46 casi comprende due pazienti deceduti a cui se ne aggiunge un terzo che è deceduto in un ospedale fuori provincia per altra patologia e risultato successivamente positivo al coronavirus e sei ricoverati che provengono dalla provincia di Agrigento. Si può quindi affermare che i casi positivi che riguardano la provincia di Caltanissetta sono al momento 37. 

“Oggi pomeriggio – afferma il direttore generale Alessandro Caltagirone – è avvenuto un interessante e proficuo incontro con Il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino, il presidente dell’Ordine dei Medici Giovanni D’Ippolito, il direttore medico di Presidio (dott. Di Mattia), due direttori di area medica (dott. Vancheri e dott. Mazzola), due direttori di area chirurgica (dott. Ciaccio e dott. Reina) e il direttore della Anestesia e Rianimazione (dott. Foresta)  per un confronto sull’assetto organizzativo del Presidio Ospedaliero per affrontare l’emergenza nella sua ipotetica progressione”. Nei prossimi giorni la direzione dell’Asp dopo i vari confronti illustrerà un piano d’azione per fronteggiare in termini di ricoveri un eventuale aumento dei casi di coronavirus.  

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