Coronavirus. I quattro operai di Mussomeli erano rientrati prima che si sapesse del focolaio in Veneto. Stanno bene e non hanno sintomi

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Erano tornati a Mussomeli martedì scorso e quindi prima che venissero resi noti i casi di coronavirus in Veneto, i quattro operai che da ieri sono in quarantena volontaria presso le proprie abitazioni del paese del Vallone.

I quattro operai non hanno alcun sintomo e stanno bene. Lavoravano nel paese di Vo’ Euganeo in provincia di Padova per una ditta. Una volta tornati nel Nisseno e presa consapevolezza delle successive notizie dei focolai di contagio in Lombardia e in Veneto, si sono auto segnalati ai propri medici di famiglia con i quali hanno concordato l’isolamento volontario per 15 giorni. I quattro non presentano alcun sintomo influenzale e al momento non saranno sottoposti a tampone.

“Applichiamo le direttive ministeriali che sono chiare. Se un paziente proviene da una zona in cui si è manifestato il contagio, si autodenuncia alle autorità sanitarie e viene messo in quarantena domiciliare per 15 giorni. Quindi un isolamento volontario con alcune precauzioni che gli vengono date dall’azienda sanitaria – spiega il direttore sanitario dlel’Asp2 Marcella Santino -. Ci sarà un monitoraggio attivo da parte dell’Asp che provvederà a sentire i pazienti due volte al giorno per monitorare i sintomi”.

In relazione agli avvisi pubblicati dai sindaci di Niscemi, Massimiliano Conti, e di Mussomeli, Giuseppe Catania, che invitano i cittadini a segnalare i propri spostamenti da e per le zone in cui si sono verificati focolai, l’Asp2 di Caltanissetta assicura il pieno collegamento con le amministrazioni comunali. L’autorità sanitaria è la destinataria finale di qualsiasi segnalazione.

Rimangono ferme le misure precauzionali rivolte a tutta la cittadinanza. In primis l’abitudine di lavarsi le mani accuratamente, meglio se con sapone liquido o disinfettante. Non starnutire coprendosi con le mani bensì con il gomito flesso. E’ fondamentale che chiunque dovesse manifestare sintomi non deve recarsi al pronto soccorso ma informare il proprio medico curante o in alternativa chiamare il numero unico 112. Il focolaio di Codogno nel Lodigiano, infatti, si è generato nel pronto soccorso dove si era recato il 38enne considerato il paziente 1.

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