Coronavirus. 86 casi dall’inizio dell’emergenza, oggi un nuovo ricovero. Sant’Elia centro sperimentazione del Tocilizumab

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Nelle ultime 24 ore il numero di pazienti ricoverati nel reparto di Malattie Infettive presso il presidio ospedaliero Sant’Elia è cresciuto di una unità. Si tratta di un paziente di Caltanissetta che si trovava in quarantena domiciliare per cui è stato necessario il ricovero.

Il dato dei domiciliati risultati positivi al test s’incrementa invece di due unità a San Cataldo. I nuovi casi sono riferibili a focolai già conosciuti che dovrebbero essere stati circoscritti a seguito delle indagini epidemiologiche. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano dell’Asp di Caltanissetta sull’emergenza coronavirus. Sono 86 i casi di Covid-19 dall’inizio dell’emergenza, otto i pazienti deceduti. 46 quelli attualmente positivi in quarantena domiciliare dei quali 23 di Caltanissetta, tre di Gela, due di Niscemi, uno di Riesi, 13 di San Cataldo, quattro di Serradifalco. 21 i ricoverati in malattie infettive, due in terapia intensiva.

Alla domanda sulla capienza delle scorte di dispositivi individuali di protezione per medici e sanitari impegnati nei reparti covid il direttore generale Alessandro Caltagirone è stato cautamente ottimista. “La sufficienza delle scorte è legata alla prospettiva temporale di utilizzo che non conosciamo. Arrivano settimanalmente, principalmente attraverso i nostri fornitori e un po’ anche dalla protezione civile. Bisogna stare attenti agli sprechi. Non indossarli se non serve”. Il corretto utilizzo – ha aggiunto Caltagirone – è da considerare “in relazione al livello di rischio. Il mercato si adegua alle esigenze e tante aziende si sono riconvertite e le fonriture migliorano”.

Per quanto riguarda i caschi necessari alla ventilazione dei pazienti Caltagirone ha spiegato che tutte le forniture arrivate si trovano nel reparto di malattie infettive. “Non mi segnalano criticità”, ha detto ricordando che i caschi sono mono paziente e non monouso.

Altra domanda a cui ha risposto il direttore generale dell’azienda sanitaria riguarda le cure somministrate ai pazienti covid ricoverati in malattie infettive e in terapia intensiva.

“Facciamo tutte le terapie di cui oggi si parla compreso l’antimalarico, l’antiretrovirale (Darunavir/Darunavir+Cobicistat), Tocilizumab, antibiotici, cortisonici, anticoagulanti e ovviamente nutrizione e ventilazione meccanica”.

Il Tocilizumab, farmaco utilizzato nel trattamento delle malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide “è tra quelli usati sia in malattie infettive che in Terapia Intensiva. Siamo centro accreditato alla somministrazione. Il concetto è che tutti i farmaci che si stanno utilizzando sfortunatamente non sono miracolosi e danno migliori risultati se somministrati in fase precoce. Sono state fatte delle somministrazioni a Napoli che hanno dato effetti positivi su alcuni pazienti. Lontano dal vero che sia la soluzione”.

La cosa più importante è anticipare i tempi afferma il direttore dell’azienda sanitaria. “Da circa 10 giorni al Sant’Elia i pazienti trattati farmacologicamente in Malattie Infettive non vengono trasferiti in Terapia Intensiva. Questo ci rende molto fiduciosi però è importante che le persone non trascurino la sintomatologia. Infatti la maggior parte dei pazienti giunti nella Terapia Intensiva del Sant’Elia hanno avuto un accesso diretto, sono arrivati con il 118 già in gravi condizioni”.

Questo il quadro analitico aggiornato alle 18 di sabato 4 aprile

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