Coronavirus, 5 Stelle a Musumeci: “La vera arma contro il covid è la medicina territoriale”

108

Incrementare l’assistenza domiciliare attraverso il potenziamento della medicina del territorio; aumentare il numero dei tamponi e individuare gli ospedali da dedicare esclusivamente alla nuova emergenza sanitaria. Sono questi i capisaldi della proposta avanzata oggi a margine della seduta d’aula a palazzo dei Normanni, dai componenti 5 stelle della commissione salute: Francesco Cappello, Antonio De Luca, Giorgio Pasqua e Salvatore Siragusa.

“Ancora una volta – afferma Cappello – si vuole addossare tutto il peso della situazione nella quale ci troviamo sulle spalle dei medici ospedalieri che come tutti i medici in generale hanno dato con grande generosità tutto ciò che potevano, per fare fronte all’emergenza nonostante la penuria dei sistemi di protezione individuale e le pretese talvolta inaccettabili di un assessorato che in alcune circostanze ha ottenuto solo sulla carta il potenziamento di strutture ospedaliere mai avvenuto”.

Per il gruppo parlamentare 5 Stelle “è necessaria un’inversione di tendenza che collochi gli ospedali nella giusta dimensione e che pensi alla medicina del territorio come il vero antidoto a questa emergenza con la quale dovremo convivere per molto tempo ancora”.

Queste le proposte del Movimento 5 Stelle al governo regionale.

Aumentare il numero de tamponi attraverso l’incremento ed il potenziamento della rete dei laboratori di analisi, pubblici e privati, al fine, da un lato,  di incrementare il numero dei soggetti da sottoporre a tampone (mappatura del contagio equivale a contenimento e controllo dello stesso) e dall’altro di abbattere i tempi di consegna dei risultati, che attualmente arriva a superare anche i 10  giorni. Introduzione di liste d’attesa trasparenti e condivise tra medici del territorio, laboratori e strutture ospedaliere.

Miglioramento dell’assistenza domiciliare, attraverso potenziamento della rete della medicina del territorio, cui vanno affidati i pazienti che non hanno bisogno di ricovero. Attualmente i pazienti Covid in isolamento domiciliare sono abbandonati al loro destino, mentre occorre consentire, in condizioni di sicurezza, ai medici di base, ai pediatri e alle guardie mediche la somministrazione delle cure precoci dei farmaci cosiddetti off-label, e di prestare, in concorso con le unità speciali di continuità assistenziale (USCA), tutta l’assistenza domiciliare necessaria a consentire la guarigione o il non aggravamento del paziente.

Ospedali pubblici esclusivi per la cura dei pazienti Covid da individuare in un nuovo piano sanitario ospedaliero,  con il passaggio graduale dal modello dell’ospedale misto a quello dedicato esclusivamente ai pazienti contagiati, restituendo le strutture oggi dedicate in parte alla cura del Covid alle loro originarie funzioni. Individuazione di strutture pubbliche ove collocare i pazienti Covid che non necessitano di ricovero, ma solo di isolamento e sorveglianza.

Commenta su Facebook