Continuità e innovazione tecnologica. Il Questore Megale punta sul lavoro di squadra

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Si è presentato alla stampa, “con la quale intende avere un rapporto dialettico e concreto”, il nuovo questore di Caltanissetta, Bruno Megale (nella foto in copertina di Pasquale Trobia). Il Questore ha incontrato martedì mattina gli organi di stampa al termine di un giro di incontri istituzionali. Dirigente Superiore della Polizia di Stato, Bruno Megale è nato a Reggio Calabria il 19 luglio 1966, coniugato ed è dottore in Giurisprudenza. Entrato nella Polizia di Stato nel 1985, nel 1990 ha ricoperto il primo incarico di funzionario della Squadra Mobile. Nel 2000 è stato trasferito presso la Questura di Milano, dove ha ricoperto l’incarico di dirigente della Sezione Antiterrorismo della Digos; dall’aprile del 2007, promosso Primo Dirigente per meriti straordinari, è stato nominato dirigente della Digos. Dal 25 maggio 2015, dopo la promozione a Dirigente Superiore, è stato nominato dal Capo della Polizia Questore di Caltanissetta.

Il questore Megale e a ds il Vqa Alessandro Milazzo
Il questore Megale e a ds il Vqa Alessandro Milazzo

“E’ un grande onore fare il Questore a Caltanissetta. Ho trovato una Questura valida, di cui già conoscevo la validità dei collaboratori. L’idea del lavoro è quella di un lavoro di squadra. Sono stato abituato al lavoro di squadra, con un gruppo di eccellenti collaboratori che coinvolgerò moltissimo”, ha detto il neo Questore nisseno.
Ai giornalisti Megale ha detto di vole continuare nel solco dei predecessori. La sua esperienza, dal 2007 a oggi, si è svolta a Milano come capo della Digos con particolari competenze sull’antiterrorismo. Ma il Questore è già a lavoro “per conoscere in prima persona” il territorio nisseno, le peculiarità a partire da Gela, continuando a Niscemi e al Vallone, senza trascurare le situazioni complesse e “le imminenti consultazioni elettorali con fibrillazioni sul territorio”. “Una Polizia servente rispetto alle esigenze dei cittadini”, questa l’idea del nuovo Questore di Caltanissetta che intende incontrare tutte le parti sociali.
In riferimento a due fenomeni di rilievo sul territorio provinciale e cittadino, ovvero il Muos di Niscemi e il movimento No Muos, e il Cie di Pian del Lago, il Questore ha riferito che non vi sono motivi di preoccupazione rispetto a una radicalizzazione del conflitto, piuttosto che a possibili infiltrazioni terroristiche.
“Per quello che è a mia conoscenza non c’è una minaccia connessa alla presenza del CIE. Non ho segnali che ci siano in atto segni premonitori, come avviene per il terrorismo, che non è un fenomeno che avviene all’improvviso. Di solito si registra la presenza di soggetti che tendono a radicalizzarsi e non abbiamo segnali”.
“Sul Muos, sebbene sia una situazione in evoluzione, non siamo ai livelli di altre realtà del territorio italiano, come nel caso del No Tav, dove c’è stata una radicalizzazione della protesta. Non mi risulta che la situazione sia in questa fase. Penso che un Questore debba garantire il diritto a manifestare, soprattutto a quelli he manifestano dissenso. Chiaramente dentro le regole della legge”, ha detto Megale, sottolineando comunque di essere abituato a mantenere linee di dialogo anche con i gruppi che maggiormente sostengono la protesta.
Pur nel solco della continuità, il Questore ha accennato a quali possibili strumenti possano essere mutuati dalla sua esperienza di lotta al terrorismo nella lotta contro la mafia, facendo riferimento, dove necessario e possibile, alle dotazioni tecnologiche, con la premessa che sia nella lotta alla mafia che al terrorismo si tratta di “sistemi criminali” e anche gli strumenti legislativi tendono a convergere.
“Credo che gli strumenti investigativi a disposizione della Polizia siano simili. Venendo daMilano, quello che potrei portare (sebbene Milano non ha nulla da insegnare a Caltanissetta sul piano investigativo), sono alcuni aspetti di innovazione tecnologica che in una realtà come Milano magari sono più sfruttati”.

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