Continua la fuga dalla “Strata ‘a foglia”. “La Botteguccia” lascia lo storico mercato che diventa sempre più povero.

Non è certo un bel vedere tutte quelle porte chiuse al mercato “Strata ‘a foglia”. Il caratteristico mercato, un tempo gremito e festante, pieno di sapori, odori e immagini e che si estendeva dall’incrocio con via Berengario Gaetani sino alla scalinata che porta in piazza Mercato Grazia, va perdendo pezzi, a volte insostituibili.

Uno scorcio del mercato "Strata a foglia"
Uno scorcio del mercato “Strata a foglia”

Gli esercizi si sono diradati, molti hanno chiuso definitivamente, qualcuno medita di farlo a breve e numerosi extracomunitari che hanno deciso di “aprirvi bottega”, magari con soltanto una bancarella, hanno ormai fatto perdere allo storico mercato la sua originaria connotazione.

Anche “La Botteguccia”  di Angelo D’Anna, baluardo di  genuinità nel campo alimentare, tassello prezioso nel degradato mosaico del mercato “Strata ‘a Foglia” ha chiuso i battenti per trasferirsi nella parte alta della città.  Difficile trovare qualcuno che  non sia entrato almeno una volta in quel locale piccolissimo, all’angolo con la stradina adiacente il Bar Bella, stracolmo di specialità con un’appendice all’esterno dove facevano bella mostra di sé formaggi, salumi, prodotti artigianali, frutta secca e quanto di stagionale era disponibile al momento.

Ha tentato di tenere aperto il locale del mercato per farne un punto di riferimento, un recapito, ma si è reso conto che i clienti vanno curati personalmente e che questo compito non può essere affidato  ad altri, sia pure facenti parte della famiglia. La gente vuole parlare con lui.

Alla fine ha deciso di chiudere definitivamente quella minuscola bottega – La Botteguccia, appunto –  quasi un ritrovo per i buongustai, per La Botteguccia al mercatoquanti amavano fare la spesa al mercato  e per i turisti che, puntualmente ogni anno, quasi ci fosse un accordo in tal senso, non mancavano di farvi una capatina per approvvigionarsi di quei prodotti che al nord, per un motivo o per un altro, sono introvabili e che, in confezione sottovuoto, mettevano in valigia quasi fossero dei trofei da mostrare poi agli amici.

Certo, ora si trova in un locale più grande, modernamente attrezzato e pur continuando a vendere gli stessi prodotti di sempre c’è una cosa che non potrà più offrire ai suoi clienti: il folclore e il calore del mercato.

La bottega di Giovanni Rizzo
La bottega di Giovanni Rizzo

Adesso, pochissime botteghe offrono quell’atmosfera ormai quasi dimenticata. Tra queste, la rivendita  di aromi e conserve alimentari di Giovanni Rizzo,  che si preoccupa ancora di esporre la sua merce in modo accattivante cercando di mantenere vivo il ricordo del tempo passato quando le massaie con le loro borse della spesa di stoffa o di finta pelle, animavano il mercato e si facevano “n’acchianata e na scinnuta” per scoprire quale bancarella offriva il prezzo più vantaggioso.

Chissà se un giorno qualcuno, prima che sia troppo tardi, si deciderà di riqualificare, veramente e non soltanto a parole, questo storico mercato che, nonostante tutto rimane sempre nel cuore dei nisseni.

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