Consulenti del lavoro a convegno. Reddito di cittadinanza e politiche del lavoro sotto i riflettori

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Era più che prevedibile che i Consulenti del lavoro si dovessero riunire a convegno per trattare l’argomento di cui tanto si parla e tanto si parlerà:  Reddito di Cittadinanza e politiche del lavoro.

La presidente dell’Ordine Rosalia Lo Brutto

Organizzato dal Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha avuto luogo venerdì 22, nei locali della Banca Sicana (ex Banca del Nisseno) un Seminario sul tema sopraindicato, attualissimo e controverso.

L’incontro, patrocinato dall’Assessorato alla Famiglia della Regione Siciliana, dalla “Fondazione Consulenti per il lavoro” e moderato dal Rag. Angelo Vitale del Centro Studi dell’Ordine Consulenti del Lavoro, ha visto la partecipazione di alcuni esperti di Formazione e di politiche attive. Assente, a causa di un malore, l’Assessore Regionale alla Famiglia Antonio Scavone.

Intervista alla Presidente dell’Ordine, Rag. Rosalia Lo Brutto

Dopo i saluti di rito del Presidente dell’Ordine, rag. Rosalia Lo Brutto, di recente nominata presidente della Consulta Nazionale, ha preso la parola  il moderatore Angelo Vitale che ha subito fatto riferimento alle recenti modifiche del RdC e ai cosiddetti “Navigator”per puntualizzare che “le politiche attive del lavoro interessano e coinvolgono in modo particolare i Consulenti del lavoro soprattutto in quella che è la nuova funzione dei cosiddetti navigator che dovranno svolgere un servizio di accompagnamento al lavoro. Chi, meglio dei Consulenti del lavoro, può svolgere questa attività di mediazione tra datori di lavoro e lavoratori”.

Intervista al Rag. Angelo Vitale, Centro Studi Consulenti del Lavoro

Intervista al dott. Vincenzo Silvestri, Presidente Fondazione Consulenti del Lavoro

Il dott. Vincenzo Silvestri

I

La parola, quindi a Vincenzo Silvestri, Presidente Fondazione Consulenti per il Lavoro, che ha fatto in una lunga dissertazione, il punto sul ruolo dei Consulenti nell’accompagnamento al lavoro dei disoccupati e sulle politiche attive adottate e da adottare.

Particolarmente interessante l’intervento del dott. Gianni Bocchieri Direttore Generale Istruzione e Formazione lavoro della Regione Lombardia, che affrontando l’argomento Reddito di Cittadinanza, non ha avuto parole dolcissime al riguardo.

Intervista al dott. Gianni Bocchieri, Direttore Generale Istruzione, Formazione e lavoro della Regione Lombardia

Il dott. Gianni Bocchieri

“Io credo che il RdC – ha detto – abbia l’ambizione di essere contemporaneamente una misura di contrasto della povertà e di inclusione lavorativa. Quindi ha la pretesa di potere essere declinato lungo due traiettorie, che sono quella dell’assistenza sociale e quella della ricollocazione lavorativa ma il fatto che prima si eroghi il reddito e poi si fanno le offerte di lavoro rischia di farlo diventare soltanto una misura di carattere assistenziale”.

Altra critica ha mosso nei riguardi del previsto bonus da corrispondere alle Aziende che dovessero assumere  i percettori del RdC. “Non avere previsto un bonus anche per la assunzioni a tempo determinato – ha detto –  rischia di rendere questa misura assolutamente inefficace perché nessuna azienda si impegna subito con un contratto full time e a tempo indeterminato”.

Intervista al dott. Andrea Cafà Presidente FonARCom

Più possibilista, anche se con molte riserve, il dott. Andrea Cafà, Presidente della FonARCom. “I poveri ci sono – ha detto –  e lo Stato se ne deve fare carico per cui che si sia  fatto il RdC non è una cosa negativa. Semmai, si poteva far sì che il RdC fosse legato a una esperienza lavorativa presso l’impresa. In questo modo sarebbe diventata una forma di politica attiva e l’imprenditore alla fine del percorso formativo sarebbe stato libero di tenere la risorsa che aveva formato o di non assumerla.

A conclusione dei lavori il rag. Angelo Vitale ha accennato alle politiche attive in Sicilia in

Giuseppe Di Forti, Presidente della Banca Sicana

cui la crisi ha raggiunto livelli non più sostenibili per quanto riguarda le possibilità occupazionali. “Il problema, tra l’altro – ha detto il moderatore del convegno –  è che non si vuole affrontare il tema della  evoluzione del mercato del lavoro con interventi che uniscano domanda e offerta. Non c’è una regìa e tutto è affidato all’improvvisazione.  È chiaro che la Sicilia, con le sue peculiarità e il suo tessuto socio-economico ha necessità di avere una “rete” che poi è la base del tanto tormentato “Jobs Act”.

“Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata!
La celebre locuzione latina di Tito Livio sembra essere stata ideata per la situazione di una Sicilia in cui la speranza dei giovani sta cedendo il passo alla rassegnazione o alla ricerca, lontano dagli affetti, di quella dignità e di quella indipendenza economica cui avrebbero pieno diritto. Per Costituzione.

 

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