Consorzi universitari. Dal Cga arriva lo stop al decreto Baccei/Marziano

Il Cga della Sicilia con un’ordinanza depositata ieri ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai Consorzi universitari di Agrigento e Ragusa avverso il decreto Baccei/Marziano del 9 giugno scorso che deliberava sostanziali modifiche nella governance dei consorzi universitari, ponendola sotto il controllo delle Università.

Un decreto, firmato dagli assessori al Bilancio ed alla pubblica istruzione della Regione Siciliana, che faceva seguito ad un protocollo d’intesa raggiunto tra la stessa Regione ed i tre atenei pubblici dell’Isola, Palermo, Messina e Catania.

Il decreto assessoriale prevede un Cda con cinque componenti di cui tre nominati dall’università, uno dalla Regione e uno dagli enti partner del Consorzio, che oggi esprimono invece la totalità delle nomine.

Uno svuotamento di competenze degli enti territoriali, chiamati però a contribuire economicamente, giudicato inaccettabile dai soci dei consorzi universitari. Anche il Consorzio nisseno, infatti, a luglio aveva deliberato di impugnare il decreto Baccei/Marziano. Una decisione che scatenò polemiche in quanto assunta dai vertici del consorzio il cui mandato, scaduto, era in proroga.

La decisione del Cga, pur non riguardando il ricorso presentato dal Consorzio universitario di Caltanissetta, interviene su una materia identica.

Nel frattempo i soci del Consorzio universitario hanno rinnovati i vertici, eleggendo il nuovo presidente. Si tratta del dirigente regionale Giovanni Arnone, da qualche mese presidente della stazione sperimentale di granicoltura di Caltagirone, uno dei centri di ricerca sulla granicoltura più importanti del mondo.

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