"Consegniamo le fasce tricolori". Tra tagli e ritardi dei trasferimenti, il grido d'allarme dei sindaci.

Assemblea sindaci CaltanissettaServizi essenziali già svolti ma di cui adesso non c’è copertura finanziaria, per tagli sopravvenuti da parte della Regione. Servizi sociali assaltati da vecchi e nuovi poveri. Assistenza a disabili e anziani a rischio. Bonus per gli studenti pendolari da rimborsare, investimenti fermi e cantieri di servizio in scadenza e senza prospettiva futura. Sono alcune delle situazioni denunciate da una ventina di sindaci e amministratori dei comuni della provincia di Caltanissetta che si sono riuniti a Palazzo del Carmine per un’assemblea convocata dal sindaco Michele Campisi. I sindaci hanno potato con loro le fasce tricolori, minacciando di consegnarle al rappresentante del governo. Al centro della inedita protesta i ritardi nei trasferimenti della regione, i tagli e il patto di stabilità che asfissia gli enti. Tra gli altri erano presenti Pippo Montesano di Vallelunga, Giuseppe Grizzanti di Sutera, Francesco Raimondi di San Cataldo, il sindaco Caruso di Campofranco, il vicesindaco di Mussomeli, Sebastiano Sorce, il sindaco di Butera, Luigi Casisi, il vicesindaco di Gela, fortunato Ferracane, il sindaco di Riesi, Salvatore Chiantia, Salvatore Lo Sardo di Bompensiere, Franco Montagna di Marianopoli, Michelangelo saporito di santa Caterina, Rosario Carapezza di Resuttano.

Interviste ai sindaci – La protesta dei primi cittadini

Non è il solito grido d’allarme. Questa volta i sindaci della provincia di Caltanissetta minacciano sul serio di riconsegnare le fasce da primo cittadino al governo.

Al centro della protesta, formalizzata anche alla Prefettura, presente con il viceprefetto vicario Domenico Fichera, i ritardi nei trasferimenti da parte della Regione a cui si aggiunge la totale incertezza circa l’entità dei tagli. In alcuni comuni non è stata ancora pagata neanche la prima rata di trasferimenti dalla Regione Siciliana, in altri solo una parte. In tutti c’è l’enorme nodo della Tares e degli aumenti il cui conto sarà presentato ai cittadini entro l’anno con effetto retroattivo al gennaio 2013.

Le ricadute negative immediate sono sui servizi sociali, sull’assistenza ai disabili, agli anziani (incertezza sul futuro e sull’entità dei tagli per la legge 328). Sul trasporto pubblico e degli studenti pendolari, per i comuni più piccoli. A settembre i dipendenti del comune di Caltanissetta potrebbero non ricevere lo stipendio. A comprimere ancor di più le possibilità di manovra dei sindaci c’è il patto di stabilità da cui scaturisce il paradosso che anche gli Enti con bilanci solidi e in avanzo d’amministrazione o con possibilità di fare anticipi di tesoreria, sono impossibilitati a garantire i servizi. Meno annunci e più politiche concrete per i territori ed i comuni, hanno detto a gran voce i primi cittadini.

Per il sindaco di Resuttano, Rosario Carapezza, la situazione rischia tra l’altro anche di mettere in ginocchio le aziende fornitrici costrette spesso a licenziare. “C’è grande confusione su cosa fare dei comuni. Si decida – afferma il sindaco Francesco Raimondi di San Cataldo – si dia le possibilità di governare”. “Ci dicano chiaramente se non siamo capaci di gestire gli enti locali, visto che non trasferiscono le somme”, gli fa eco il sindaco di Santa Caterina, Michelangelo Saporito. “Troppo facili i tagli come sull’Imu che si ripercuotono solo sui comuni, non si possono ridurre i trasferimenti altrimenti lasceremo anche al buio le città”, afferma il sindaco di Butera, Luigi Casisi. “Manca una seria programmazione per i comunii cui sindaci sono esposti in prima linea. Il centro della Sicilia diventerà un deserto, una specie di Afghanistan”, dice il sindaco Franco Montagna di Marianopoli. Giuseppe Grizzanti esprime tutto il malcontento annunciando di voler consegnare la fascia di primo cittadino di Sutera se non ci sarà un impegno dello Stato, proposta, quest’ultima, sposata da tanti primi cittadini tra cui, in prima fila, il medico e sindaco di Vallelunga, Pippo Montesano.

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