Confiscato l'impero economico di Farinella. "Lo zoccolo duro" perde un pezzo

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Ad un anno dal sequestro scattato con l’operazione “Flour”, arriva la confisca dei beni di Paolo Farinella, un impero economico di cui fa parte il feudo Mimiani, la cui gestione in favore di mafiosi del calibro di Provenzano e Brusca, venne definita da Giovanni Falcone quale “lo zoccolo duro di Cosa Nostra”.

IMG_3389Dalle prime ore di stamane, gli agenti della DIA di Caltanissetta, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia – diretta dal Procuratore Capo della Repubblica Sergio Lari – stanno procedendo all’esecuzione di un decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta che dispone nei confronti di FARINELLA Paolo, 71enne nativo di Gangi (PA) e residente a Caltanissetta, C/da Mimiani, l’applicazione di misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale e la contestuale confisca di un consistente patrimonio immobiliare e imprenditoriale valutato in circa 50 milioni di euro.

Il provvedimento antimafia, che accoglie integralmente le richieste formulate dalla Pubblica Accusa, trae origine da complesse ed articolate attività investigative delegate nel 2009 dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta alla DIA di Caltanissetta, nell’ambito dell’operazione denominata “FLOUR”.

Le indagini hanno avuto origine da alcune segnalazioni di operazioni bancarie sospette avvenute presso una azienda bancaria sedente nella provincia di Caltanissetta, che hanno riguardato movimenti bancari eseguiti dal proposto FARINELLA Paolo e dalla figlia Rosalba.Schema-societrio

Entrambi risultavano essere titolari o comunque cointeressati in diverse imprese di costruzioni di opere pubbliche aggiudicatarie di numerosi e cospicui appalti in tutto il territorio nazionale, titolari di aziende agricole e proprietari di numerosi fabbricati e vastissimi appezzamenti di terreno (circa 350 ettari) situati nelle province di Caltanissetta e Palermo ().

Le risultanze investigative hanno consentito di inquadrare la caratura criminale di Paolo FARINELLA, ritenuto in contatto e interlocutore privilegiato di personaggi di spicco di cosa nostra nei territori di Caltanissetta, Palermo e Trapani.

In particolare, dopo la morte del cugino FARINELLA Cataldo , costruttore pienamente inserito in cosa nostra palermitana, implicato con il noto SIINO Angelo nella c.d. mafia degli appalti, nonché già destinatario, nel 1992, di misura di prevenzione personale e patrimoniale, revocata solo per il decesso di quest’ultimo, FARINELLA Paolo, anch’esso implicato in quelle vicende di mafia, è subentrato, di fatto, nella gestione delle imprese che furono dello scomparso cugino, mantenendo, sostanzialmente, rapporti con personaggi di spicco della organizzazione mafiosa nissena, palermitana e del trapanese.

Con riguardo agli accertamenti criminologici si è dato particolare risalto alle vicende che hanno caratterizzato il latifondo sito presso la contrada Mimiani di Caltanissetta di vastissime dimensioni – circa 300 ettari – con annessa azienda agraria e fabbricati rurali, risultato, in passato, anche utilizzato quale riserva di caccia ad uso dei più noti esponenti di cosa nostra siciliana, anche nel corso delle loro latitanze (tra gli altri, Bernardo PROVENZANO e Giovanni BRUSCA.

Il terreno in questione, già destinatario nel 1992 di provvedimento ablativo in contesto di misura di prevenzione disposta dall’allora autorità giudiziaria palermitana, risultava intestato per 2/3 al defunto FARINELLA Cataldo e solo per 1/3 al Paolo FARINELLA ma gli attuali riscontri di quest’ufficio hanno consentito, sostanzialmente, di acclarare, senza soluzione di continuità, la esclusiva gestione dell’intera proprietà terriera da parte del FARINELLA Paolo, evidenziandone il ruolo di vero ed indiscusso dominus anche per il tramite di soggetti-prestanome compiutamente identificati.

Il terreno, produttivo di cospicue rendite fondiarie risulta anche beneficiato da ingentissimi contributi pubblici erogati dall’AGEA.

Proprio in tal senso, i minuziosi riscontri di natura bancaria, eseguiti in contesto preventivo, hanno consentito di accertare che tali rendite finanziarie, sostanzialmente derivanti da un bene acquisito con capitali di provenienza illecita , sono state utilizzate per finanziare le imprese di costruzione riconducibili al FARINELLA, acquistare beni immobili intestati ai componenti del suo nucleo familiare e, soprattutto, sovvenzionare la vedova del Cataldo FARINELLA, in virtù di un informale “obbligo d’onore” contratto dal Paolo FARINELLA nei riguardi della stessa, pur non avendo quest’ultima alcun titolo alla percezione di tali somme.

In particolare sono state sottoposte a sequestro le seguenti aziende e beni mobili ed immobili:

L’intero compendio aziendale di nr. 5 società aventi ad oggetto lavori edili in esecuzione di appalti pubblici con sedi a Gangi (PA), Palermo, Livorno e Roma;

Nr. 2 ditte individuali, aventi ad oggetto le coltivazioni agricole con sede rispettivamente a Caltanissetta e Gangi (PA);

Quote sociali di nr. 3 società, nr. 2 delle quali aventi ad oggetto lavori edili in esecuzione di appalti pubblici con sede a Palermo e Catania, e di nr. 1 ad oggetto coltivazioni agricole con sede a San Cataldo (CL);

L’intera proprietà di 25 fabbricati siti nelle province di Caltanissetta e Palermo;

Terreni per un’estensione complessiva di circa 350 ettari situati nelle province di Caltanissetta e Palermo;

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