Confessano i due fratelli sancataldesi arrestati per tentato furto: “Avevamo bisogno di soldi”

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Andrea RaimondiSalvatore RaimondiConvalidato l’arresto per i due fratelli di San Cataldo, Salvatore e Andrea Raimondi, che martedì sera avevano tentato un furto in una gioielleria e, una volta scoperti dai residenti, erano fuggiti tra i tetti. Il Pm Nadia Caruso aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma il giudice Santi Bologna, nel corso del processo per direttissima di questa mattina, ha accolto la richiesta dell’avvocato dei due fratelli, Giuseppe Dacquì, confermando gli arresti domiciliari. Dinanzi al giudice i due fratelli, di 20 e 27 anni, hanno confessato: “E’ vero volevamo provare ad entrare nella gioielleria, avevamo bisogno di soldi perché da mesi siamo senza lavoro”. Il movimentato episodio si è verificato martedì sera quando intorno alle 20.30 i due fratelli si erano introdotti in una casa disabitata, in una strada parallela di corso Vittorio Emanuele a San Cataldo, in pieno centro storico, all’interno della quale avrebbero praticato un buco alla parete per introdursi nella gioielleria attigua. I movimenti dei due fratelli però non erano sfuggiti ai residenti che avevano immediatamente allertato i carabinieri. Di lì a poco i militari hanno iniziato, dopo aver chiamato i rinforzi della polizia, a dare la caccia ai due che saltavano da un tetto all’altro. Le fasi concitate dell’inseguimento, che hanno visto impegnati carabinieri, poliziotti delle volanti, della Stradale e vigili del fuoco, si sono concluse con l’arresto dei due e il ferimento di due poliziotti che, per acciuffarli, si sono arrampicati sul tetto di una delle case. I due sono accusati di tentato furto aggravato e danneggiamento. La prossima udienza è fissata per il 17 maggio.

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