Conferenza sul caporalato a due anni dall’omicidio di Adnan Siddique. Tra gli ospiti Claudio Fava e il prefetto Armenia

Previsti gli interventi di Claudio Fava (Pres. Commissione antimafia Ars), Chiara Armenia (Prefetto di Caltanissetta), Abdelkarim Hannachi (redattore Dossier Statistico Immigrazione IDOS) Salvatore Patrì (Avvocato della famiglia Siddique) e Filippo Maritato (Presidente del MOVI). Sarà effettuata la proiezione del reportage “IL SILENZIO DEL SUDORE”, il documentario di Elia Miccichè, che prende spunto dall’efferata uccisione di Adnan per svelare un sistema criminale attorno al fenomeno del caporalato a Caltanissetta e nei comprensori limitrofi.

Venerdì 17, a partire dalle ore 18.30, presso la Casa delle Culture e del Volontariato Letizia Colajanni” di Caltanissetta si terrà l’evento “IL SILENZIO DEL SUDORE” in occasione del secondo anniversario dell’omicidio di Adnan Siddique: prevista una conferenza sul caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, che – tra gli altri – vedrà gli autorevoli interventi di:

– Claudio Fava (Pres. Commissione d’inchiesta sul fenomeno della mafia – Ars),

– Chiara Armenia (Prefetto di Caltanissetta),

– Abdelkarim Hannachi (redattore regionale Dossier Statistico Immigrazione IDOS),

– Salvatore Patrì (Avvocato della famiglia Siddique),

– Filippo Maritato (Presidente del MOVI).

L’incontro, moderato dal reporter Antonio Turco, è stato organizzato dal MO.V.I. Movimento del Volontariato Italiano – ente gestore della Casa delle Culture e del Volontariato – dall’AUSER e dall’Associazione “Il circo pace e bene”, con il sostegno finanziario del CE.S.VO.P. (Centro Servizi Volontariato di Palermo), col duplice scopo di rinnovare il ricordo del sacrificio e del coraggio del giovane cittadino nisseno di origine pakistana, a due anni dal suo barbaro omicidio, e per fare il punto sulla lotta al caporalato nella Sicilia centrale. L’evento prevede anche interventi musicali del gruppo vocale “Amoris Lætitia”; al termine della conferenza, sarà effettuata la proiezione del reportage “IL SILENZIO DEL SUDORE”, il pregevole lavoro – diretto da Elia Miccichè e prodotto dalla Scuola Nazionale di Cinema, sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia – che prende spunto dall’efferata uccisione di Adnan Siddique per svelare un sistema criminale attorno al fenomeno in questione.

Da tempo il MO.VI. ha intrapreso una battaglia culturale e sociale di contrasto al caporalato nei nostri territori; inoltre, l’Associazione si è costituita parte civile, presso il Tribunale di Caltanissetta, al processo – ancora in corso – sul delitto di Adnan, 32 anni, barbaramente assassinato a coltellate la sera del 3 giugno 2020 nel suo appartamento in via San Cataldo a Caltanissetta, per essersi fatto portavoce – con varie denunce presentare alle forze di polizia – di alcuni braccianti vittime di caporalato. Da subito il MOVI ha costituito il comitato “Giustizia per Adnan” e ogni anno promuove occasioni e momenti di discussione e di approfondimento nonché di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questo tema ancora omertosamente nascosto.

“Nel nostro territorio il caporalato è una realtà profondamente radicata ma ancora oggi gravemente sottovalutata – denunciano gli organizzatori – anche fra gli addetti ai lavori, infatti, c’è chi continua a minimizzare il fenomeno, sostenendo che nelle nostre campagne il caporalato sia pressoché inesistente o, comunque, limitato a qualche caso individuale riferibile ai soli cittadini stranieri. Ed invece si tratta di una piaga diffusa, che prospera grazie alla connivenza di produttori agricoli disonesti che sfruttano la cronica assenza di controlli per affidarsi al caporalato ed agli illeciti vantaggi economici che esso gli garantisce”.

Alla manifestazione – con ingresso libero e gratuito – sono state invitate le Autorità locali e regionali, i parlamentari regionali, nazionali ed europei del collegio, i rappresentanti delle Forze dell’ordine, delle Organizzazioni sindacali e di categoria, del Terzo settore e della società civile, degli Enti ed Organismi interessati alla problematica.

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