Concorso aperto anche agli ex Lsu. Ma punteggio solo a dipendenti a tempo determinato.

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Incontro dipendenti AmministrazioneSono oltre 800 le domande presentate da altrettanti candidati, per lo più esterni, al concorso bandito dal comune di Caltanissetta per 44 posti di cui alcuni amministrativi in categoria C e D, una maestra (vigilatrice dell’infanzia) e 17 vigili urbani.

Un boom di richieste che sicuramente a Palazzo del CArmine non si sarebbero aspettati in queste proporzioni. Il concorso, infatti, sebbene aperto a tutti gli Ex Asu, Puc ed LSU, ovvero ai lavoratori il cui riferimento normativo viene richiamato nel concorso (in tal senso la legge finanziaria 2010 richiama alla pari gli ex Asu ed Lsu), è studiato a tavolino per stabilizzare i 44 precari del comune con contratti di categoria C a tempo determinato.

Un nutrito gruppo di impiegati, soprattutto i colleghi dei 44 che sono anch’essi precari (precarietà orizzontale in quanto lavorano a tempo indeterminato ma part time, si tratta dei declassati che accettarono di essere dequalificati dalla categoria funzionale C alla B per ottenere il contratto a tempo indeterminato), hanno pronto un ricorso contro la delibera del comune a loro dire viziata sotto diversi profili di illegittimità.  Presenteranno il ricorso al Tar. Prima di tutto perchè il Comune, per legge (decreto Brunetta e testo unico pubblico impiego), prima di procedere ad assunzioni doveva stabilizzare a 36 ore il personale già in ruolo a tempo indeterminato.

In secondo luogo la delibera e il bando di gara prevedono che la domanda possano presentarla  i lavoratori ex Asu ed ex Lsu, ma soltanto ai lavoratori a tempo determinato viene riconosciuto il punteggio di servizio. Un motivo di palese illegittimità, secondo alcuni avvocati consultati dai lavoratori del comune e per la giurisprudenza. Se viene stabilito un criterio oggettivo, quale l’esperienza maturata in seno all’amministrazione, ovvero i mesi di lavoro prestati (un punto e mezzo circa ogni mese), non si capisce perchè tale requisito debba valere solo per una particolare categoria di lavoratori, se è posseduto, ugualmente e nel medesimo ente, anche da altri. In altre parole: un mese prestato al comune è uguale sia che lo svolga un dipendente a tempo determinato che a tempo indeterminato.

 

 

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