Compravendita di 5 partite. Arrestato il presidente del Catania Calcio Pulvirenti. Aggiornamenti 

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Il presidente del Catania Calcio, Antonino Pulvirenti è stato arrestato ai domiciliari con l’accusa di compravendita di partite, ovvero frode sportiva e truffa.
La polizia ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti del Catania che avrebbero comprato alcune partite del campionato di calcio Serie B appena concluso, per consentire alla squadra di vincere ed evitare così la retrocessione. L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catania. I dirigenti arrestati, tra cui il presidente Pulvirenti, sono accusati di frode e truffa.
Oltre ad Antonino Pulvirenti, in manette sono finiti il suo vice Pablo Cosentino e l’ex direttore sportivo del Catania Daniele Delli Carri. La Digos della questura ha notificato un provvedimento agli arresti domiciliari per truffa e frode sportiva.
Perquisizioni sono in corso da parte della polizia a Roma, Chieti, Campobasso e Catania. L’indagine è stata condotta dalla Digos, in collaborazione con la polizia postale.
Queste le partite interessate dall’indagine: VARESE-CATANIA 0-3, CATANIA-TRAPANI 4-1, LATINA-CATANIA 1-2, CATANIA-TERNANA 2-0, CATANIA-LIVORNO 1-1. Si lavora su Catania-Avellino del 29 marzo scorso terminata per 1-0.
Parola alla dottoressa Antonella Paglialunga, dirigente della Digos: “L’indagine nasce all’indomani dell’ennesima sconfitta contro la Virtus Entella. Sconfitta che fa sprofondare il Catania in fondo alla classifica, in piena zona retrocessione. L’attività di indagine ha subito evidenziato l’esistenza di un vincolo associativo fra i soggetti che oggi sono destinatari dei provvedimenti cautelari personali e sopratutto questa organizzazione di mezzi e risorse per il raggiungimento di obiettivi comuni. Si è immediatamente evidenziato un sospetto di combine per la partita con il Varese. Abbiamo poi approfondito l’indagine. L’operazione “I treni del Gol” deriva dal linguaggio utilizzato dai diretti interessati in cui i treni erano i giocatori da avvicinare e gli orari d’arrivo le maglie che avrebbero indossato. Il modus operandi degli associati si articolava in due fasi: una ideativa che aveva al suo vertice il presidente Pulvirenti e una fase esecutiva con la consegna del denaro che serviva al pagamento del giocatore soggetto di corruttela. Il presidente Pulvirenti una volta ottenuto l’ok dall’Impellizzeri (uno degli arrestati) dava il via, Delli Carri parlava con Di Luzio (conosciuto durante l’esperienza dirigenziale nel Pescara) che a sua volta contattava Arbotti, agente Fifa, che vantava conoscenze che gli permettessero di avvicinare i calciatori. Arbotti poi si interfacciava con Delli Carri per la riuscita della combine”.

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