Commissione Ecomafie. L’audizione del procuratore Bertone su depuratori e smaltimento reflui

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La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti è in Sicilia per proseguire il lavoro di approfondimento sulla depurazione delle acque reflue nella Regione. Si tratta della seconda missione della Commissione presieduta dal deputato Stefano Vignaroli che in questo giro di sopralluoghi e audizioni si è concentra sulla parte centrale dell’Isola.

Tra il 12 e il 13 febbraio, la Commissione ha svolto sopralluoghi nei depuratori di Ragusa, di Macchitella e del petrolchimico di Gela e nel depuratore di Enna. Mercoledì pomeriggio presso la prefettura di Enna si sono tenute le audizioni dei procuratori della Repubblica di Caltanissetta, Amedeo Bertone, di Gela, Fernando Asaro e di Enna, Massimo Palmeri con il sostituto Orazio Longo oltre a quella del procuratore di Ragusa, Fabio D’Anna. Questo pomeriggio, invece, sono stati ascoltati i sindaci.

I siti oggetto di sopralluogo sono interessati da procedimenti giudiziari o indagini. Inoltre, i
depuratori di Ragusa, Macchitella (Gela) ed Enna sono tra gli impianti afferenti ad
agglomerati colpiti da procedure di infrazione europea.

Su Caltanissetta il procuratore Bertone ha riferito in merito ai procedimenti sul trattamento delle acque reflue. In particolare l’audizione si è concentrata su un’inchiesta riguardante l’inquinamento causato dalla cattiva gestione di oltre venti depuratori comunali. “L’audito – si legge in una nota della Commissione – ha spiegato che il procedimento è parzialmente definito con il patteggiamento scelto dalla società che gestiva e gestisce il servizio idrico integrato Caltaqua e degli amministratori della società. È invece pendente il giudizio per alcuni funzionari pubblici, sia della Regione sia dell’Ato, indagati secondo quanto riferito per i delitti di falso, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e truffa aggravata tentata ai danni della Regione Siciliana. L’audito ha inoltre fornito informazioni rispetto a un procedimento sugli scarichi abusivi di autolavaggi e frantoi: secondo quanto riferito, in primo grado il tribunale ha valutato la non punibilità per la ridotta portata lesiva di queste attività. La Procura ha proposto ricorso ed il giudizio d’appello è ancora pendente”.

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