Commemorazione della tragedia di Gessolungo. Il sindaco Ruvolo: “Ci ricorda il dovere di tutelare l’infanzia”

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Una mattinata soleggiata ha consentito di celebrare la funzione eucaristica all’aperto, presso il cimitero dei carusi di contrada Gessolungo dove si trova il sacrario dei minatori morti nell’incidente del 12 novembre 1881. Si è celebrato così l’anniversario della strage della miniera di Gessolungo in cui persero la vita 65 minatori di cui 19 carusi, nove senza un nome. Prima della Santa messa, celebrata da padre Salvatore Di Vincenzo, parroco di Santa Barbara, alle ore 9,00 il sindaco, Giovanni Ruvolo, ha deposto una corona dall’alloro. Presenti alla cerimonia la presidente del consiglio comunale Leyla Montagnino, il presidente dell’associazione Amici della miniera, Antonio Lo Celso, e le autorità cittadine: i vertici della della Prefettura, della Guardia di finanza, dei Carabinieri e della Polizia di Stato, i rappresentanti della magistratura. A seguire la funzione religiosa anche due rappresentanze di studenti dell’istituto superiore IISS Mottura e della scuola media Santa Barbara che fa parte dell’Istituto “Vittorio Veneto”.

“La storia la conosciamo bene – ha detto il sindaco Ruvolo – però è importante che nel 2018 si senta il bisogno di ricordare questa tragedia. Voglio sempre ricordare Mario Zurli che da non siciliano è stato quello che forse più di chiunque altro ci ha aiutato ad aprire gli occhi e ricordare quella strage che colpì tante famiglie. Qui – ha proseguito il sindaco – il Presidente della Repubblica ha voluto segnare il suo passaggio in città. La storia dei carusi ci insegna che ogni bambino e ogni bambina hanno diritto alla libertà. Ancora oggi esistono casi di minori che percorrono una strada di sfruttamento simile a quella che erano costretti a fare i carusi di miniera”.

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