“Colpo su colpo”. Ergastolo a Piddu Madonia, quattordici anni a Giancarlo Giugno

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Tre ergastoli, tre condanne a 30 anni di carcere e altre due condanne a pene più miti e un’assoluzione. Questo il verdetto di primo grado per boss e presunti killer protagonisti della sanguinaria faida esplosa a Niscemi agli inizi degli anni Novanta. Davanti al Gup di Catania s’è chiuso il processo stralcio, scaturito dall’inchiesta antimafia “Colpo su Colpo” della Squadra Mobile di Caltanissetta, che nell’aprile dello scorso ricostruì la catena di omicidi che provocò una guerra fra i clan di Stidda e Cosa Nostra. Carcere a vita per il capomafia nisseno Piddu Madonia, per il boss gelese Nunzio Emmanuello e per il gelese Giovanni Passaro.

Trent’anni di carcere per Salvatore Calcagno, Raimondo Romano e Pasquale Trubia. 14 anni per Giancarlo Giugno, l’ex reggente di Cosa Nostra niscemese che ha confessato di aver avuto un ruolo in alcuni delitti. Diciotto anni di reclusione per Vincenzo Russo. Unico assolto il gelese Emanuele Argenti di Guido. Gli imputati erano accusati dell’ omicidio dello stiddaro Paolo Nicastro – ucciso il 15 luglio del 1991 – seguito dal duplice tentato omicidio di due affiliati a Cosa Nostra, Antonino Pitrolo (oggi collaboratore di giustizia) e “Turi” Calcagno, che il 3 agosto rimasero feriti insieme a tre passanti mentre era in corso la festa della patrona nella piazza di Niscemi.

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