"Colpo di grazia". Il PM Luciani chiede pene severe per gli imputati, "sconti" solo per chi collabora

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Da un anno e due mesi a dieci anni. A tanto ammontano le otto richieste di condanna avanzate dal pubblico ministero della Dda nissena Stefano Luciani nei confronti degli imputati del processo “Colpo di grazia” che hanno scelto di essere giudicati in abbreviato.

Per l’accusa sono tutti responsabili di avere imposto il pizzo ad alcune ditte che avevano ottenuto appalto pubblici nel Nisseno e a volte quegli appalti li avevano controllati alla fonte, nella gara.

Il PM della procura ha chiesto al GUP Alessandra Giunta 10 anni per Antonino Bracco imprenditore edile nisseno, 8 anni per Armando Giuseppe D’Arma di Gela, 8 anni per Calogero Failla, imprenditore nisseno, 8 anni per Antonio Giovanni Maranto di Polizzi Generosa, 2 anni per il boss Angelo Palermo (in continuazione di pena), un anno e due mesi per il pentito Pietro Riggio, 10 mesi per il collaboratore di giustizia Salvatore Dario Di Francesco di Serradifalco, ex funzionario dell’Asi di Caltanissetta, 4 mesi per il collaborante nisseno Alberto Carlo Ferrauto.

Pene più miti per i collaboratori di giustizia in virtù del loro contributo alle indagini e in alcuni casi per la determinazione della richiesta di pena in continuazione con altre condanne già ricevute.

Al processo sono parte civile con gli avvocati Giuseppe Panepinto, Renata Accardi ed Annalisa Petitto, rispettivamente l’Ance, Irsap, Confindustria, Fai.

Alcuni pentiti hanno chiesto il patteggiamento e torneranno davanti al Gup il mese prossimo mentre altri tre imputati hanno scelto il rito ordinario e saranno processati in Tribunale.

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