Il colonnello Restuccia incontra gli alunni della “Caponnetto” per parlare di cyberbullismo

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Nell’ambito degli incontri sulla legalità previsti presso varie scuole primarie e secondarie, che l’Arma dei carabinieri tiene ogni anno su tutto il territorio nazionale di concerto con il Ministero dell’Istruzione e con i locali Uffici Scolastici, il Tenente Colonnello Antonino Restuccia si è recato presso la Scuola “A. Caponnetto” plesso “Verga” di Caltanissetta, per parlare dei pericoli connessi al bullismo ed al cyberbullismo.

Presente la professoressa Salvina Cusimano che ha presentato le attività connesse al progetto sulla cultura della legalità portato avanti dall’Istituto Caponnetto, con proiezione di film, analisi, studio e riflessioni da parte degli alunni. Alcuni di loro, con la guida della professoressa Maria Palermo, hanno dato quindi vita ad una breve ma significativa rappresentazione sui valori della costituzione e sugli episodi di bullismo nelle aule scolastiche.

Partendo dall’equazione bullismo – mafia, per poi commentare i recenti gravissimi episodi verificatisi in alcuni istituti d’istruzione della Toscana e della Puglia e sfociati nella commissione anche di reati, sono state illustrate le diverse forme di prevaricazione più frequenti tra gli adolescenti quali le provocazioni e le prese in giro ripetute, le offese, gli scherzi, le percosse, i furti e il cyberbullismo. Il tenente colonnello Restuccia ha quindi chiarito e specificato i diversi ruoli dei protagonisti presenti nell’ambito dell’inquietante fenomeno del bullismo ossia il bullo, il sostenitore del bullo, l’aiutante del bullo, la vittima, il difensore della vittima e la maggioranza silenziosa, facendo un aderente parallelismo con quelli presenti nel fenomeno mafioso.

L’attenzione dei ragazzi è stata catturata anche da un video sul fenomeno contenente testimonianze dirette di alcuni adolescenti, che hanno illustrato – dal loro punto di vista – i rischi che si corrono affacciandosi inconsapevolmente al web.

Gli studenti sono stati infine sensibilizzati affinché, in presenza di episodi di bullismo o cyberbullismo, riferiscano ciò che accade agli insegnanti, ai genitori, alle associazioni nate proprio per fronteggiare il fenomeno o alle forze dell’ordine, evitando soprattutto di isolare le vittime, il tutto al fine anche di scongiurare gravi ed irreparabili conseguenze.

 

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