“Clown Hysteria” a San Cataldo. Ragazze terrorizzate si rifugiano dai Carabinieri, sette minori denunciati

619

Questa notte i Carabinieri della Tenenza di San Cataldo e dell’Aliquota Radiomobile di Caltanissetta hanno denunciato a piede libero sette minorenni, tutti di San Cataldo, che nella tarda serata di ieri hanno terrorizzato ignari passanti nelle vie pubbliche di San Cataldo, indossando maschere da clown e scheletri, la “Clown Hysteria” che dilaga in modo virale su internet.

Tutto è nato dalla richiesta di aiuto di due ragazze, di cui una minorenne, rifugiatesi presso la Tenenza Carabinieri di San Cataldo in stato di agitazione e soccorse per un attacco di panico, le quali hanno raccontato di essere state poco prima seguite e rincorse da due individui mascherati da clown e scheletro, in via Ugo Foscolo e poi in via Peppino Impastato di San Cataldo.

I militari si sono messi alla ricerca dei giovani, trovati non lontano dalla caserma, ed hanno scoperto che i sette minori si erano “divertiti” a turno a inseguire macchine e passanti, terrorizzandoli e filmando il tutto con i loro smartphone, verosimilmente con l’intento di diffonderli successivamente in internet.

I giovani, senza opporre nessun tipo di resistenza, hanno ammesso il tutto e consegnato spontaneamente ai Carabinieri due maschere (abbigliamento completo più maschera per il viso), raffiguranti un clown e uno scheletro, e i loro cellulari nei quali contenevano i video della “bravata”.

I minori, tutti di età compresa fra i 14 e i 17 anni, sono stati portati in caserma e, dopo i necessari atti di polizia giudiziaria, riaffidati ai loro genitori, nel frattempo convocati in caserma dagli stessi Carabinieri.

Lo scherzo di cattivo gusto e legato al fenomeno della “Clown Hysteria”, costerà ai minori una denuncia a piede libero per aver camuffato la loro identità e il viso in luogo pubblico e senza giustificato motivo, ai sensi dell’articolo 5 della Legge 152 del 1975 che gli costerà probabilmente un’ammenda.

Per i passanti tanta paura, ma per fortuna lo “scherzo” non è degenerato in tragedia.

Commenta su Facebook