Clamoroso: il Comune blocca i lavori di ripristino dell’aiuola di piazza Tripisciano. L’avv. Gucciardo rischia una denunzia da parte della Soprintendenza.

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Neanche il grande Eduardo sarebbe stato capace di concepire una farsa come quella che sta andando in scena nella nostra città, non in un teatro bensì direttamente nella piazza intitolata a un nostro illustre concittadino, lo scultore Michele Tripisciano.

I docenti Domenico Galletta e Leopoldo Lomaglio
I docenti Domenico Galletta e Leopoldo Lomaglio – Istituto Agrario

Mercoledì 18 novembre, in altro articolo, abbiamo scritto di avere avuto l’impressione che il busto marmoreo del Tripisciano addirittura sorridesse per il fatto che erano iniziati i lavori di rifacimento dell’aiuola in cui è ubicato il monumento in sua memoria.

Non sappiamo cosa stia pensando, oggi, l’artista nisseno, davanti alla notizia di blocco dei lavori da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune su input – almeno così sembrerebbe, da quanto ci riferisce l’interessato – della Soprintendenza ai beni Culturali di Caltanissetta.

Riepiloghiamo brevemente i fatti. L’avv. nisseno Alfonso Gucciardo resosi famoso, qualche mese addietro, per essersi rimboccate le maniche e avere ripulito dalle erbacce il corso Umberto, volendo continuare a fare qualcosa di concreto per la nostra città, ebbe l’idea rendere omaggio allo scultore nisseno Michele Tripisciano facendo ripristinare, a proprie spese, l’aiuola su cui è ubicata la sua statua.

Intervista all’avv. Alfonso Gucciardo

Ne parla con il sindaco Giovanni Ruvolo che, entusiasta, gli scrive anche una lettera di elogio dichiarandogli la sua disponibilità. Trattandosi di miglioramenti e di abbellimenti, viene data un’autorizzazione verbale sia dall’assessore al ramo Amedeo Falci sia da un funzionario dell’Ufficio Tecnico, evidentemente  preposto a quanto sopra.

Il generoso avvocato, coinvolge allora l’Istituto Tecnico Agrario di Caltanissetta il cui preside autorizza una decina di studenti e due professori a prestare la loro opera per la realizzazione, in modo professionale, dell’aiuola in argomento.

L’aiuola viene ripulita dalle erbacce, da escrementi e da carcasse di uccelli. Vengono potate a regola d’arte le due palme nane poste ai lati della statua, viene dissodato il terreno e viene posto in opera un “telo pacciamante” allo scopo di impedire la ricrescita della erbacce infestanti. Il completamento e la messa a dimora delle piante sarebbero dovuti avvenire la prossima settimana.

Stamattina, 19 novembre, però, ecco arrivare una doccia fredda. L’avv. Gucciardo riceve una telefonata con cui un funzionario dell’Ufficio

L'avv. Alfonso Gucciardo con l'assessore Marina Castiglione
L’avv. Alfonso Gucciardo con l’assessore Marina Castiglione

Tecnico  Comunale gli comunica lo stop ai lavori e gli intima di “ripristinare lo stato dei luoghi” perchè così deciso dalla Soprintendenza ai BB. CC. AA.

“Ripristinare lo stato dei luoghi è difficile – ci dice l’avv. Gucciardo non senza un pizzico di giustificata ironia- perché dovremmo rimettere al loro posto tutti gli escrementi di cani, gli uccelli morti nascosti dalle due palme nane non potate i cui rami arrivavano a terra e il pipistrello morto che vi abbiamo trovato. Non saprei dove trovare tutto questo materiale che dovrei rimettere nell’aiuola. Se necessario – continua Gucciardo – il Comune potrebbe fornirmelo in quanto facilmente reperibile in qualsiasi aiuola cittadina. Solo in questo modo potrei ripristinare lo stato dei luoghi”.

Per la verità, non sappiamo se ridere o piangere davanti a un fatto del genere. Chiunque abbia dato  l’ordine di bloccare i lavori, ne ha sicuramente avuto la facoltà. Tuttavia non vogliamo credere che, al di là delle motivazioni che hanno suggerito il provvedimento, non esistano più la discrezionalità, il buon senso, l’elasticità mentale e la capacità di discernere ciò che può essere fatto da ciò che non può esserlo, il bello dal brutto, il logico dall’illogico come crediamo sia l’ordine di bloccare questi  lavori. Ancor più illogico appare penalizzare un cittadino colpevole soltanto di volere abbellire la propria città. A proprie spese.

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