Ci lascia il grande maestro, è morto Franco Battiato

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Si è spento nella sua casa di Milo Franco Battiato. Cantautore, compositore, musicista, regista e pittore italiano il grande maestro era nato il 23 marzo 1945 a Riposto, allora Ionia, in provincia di Catania.

Dal rock progressivo e all’avanguardia alla musica leggera, approfondendo anche la canzone d’autore. E ancora la musica etnica, quella elettronica e l’opera lirica. Tanti gli stili che hanno caratterizzato la “vita musicale” di Battiato.

Ma non solo musica, Franco si è cimentato anche nella pittura e nel cinema. Non è un caso se è stato uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con tre Targhe e un Premio Tenco.

A lanciare il primo tweet della triste notizia è stato Antonio Spadaro, attuale direttore della rivista La Civiltà Cattolica. “E guarirai da tutte le malattie Perché sei un essere speciale Ed io, avrò cura di te. Ciao, Franco Battiato“.

Giusto Pio e Manlio Sgalambro, il primo musicista e violinista e il secondo filosofo siciliano, sono stati tra gli incontri più importanti per la vita e la carriera musicale di Franco Battiato. Il grande successo arriverà negli anni ’80 con La Voce del Padrone prima di arrivare attraverso numerose produzioni e collaborazioni all’album live Giubbe Rosse e quindi alle soglie degli anni 90′ in cui inizia il periodo da solista e la collaborazione con Sgalambro che avrà il suo culmine con L’Imboscata che tra gli altri brani contiene La Cura.

In Gommalacca che contiene il brano Shock in my Town anche la collaborazione con Morgan. Mario Venuti, De Gregori, CSI, Bluvertigo, Ginevra Di Marco, Milva, Giuni Russo, Alice, Giorgio Gaber sono solo alcuni degli artisti con cui Battiato nella sua lunga carriera ha collaborato.

Dalla danza circolare e ipnotica dei giovani Sufi alla meditazione capace di sprigionare gli shock addizionali necessari per rimanere saldi alla propria natura, Franco Battiato è stato in vita ciò che lui ha creduto sempre dopo la morte. Un spirito in rinnovamento, un artista che ha attraversato di continuo nuovi stadi e vite, ma sempre coerente ad una legge interiore di fondo. Dall’avanguardia negli anni ’70 alla Canzone fino ad arrivare alla musica leggerissima che con ironia e beffarda orecchiabilità stravolse la scena musicale italiana dei primi anni ’80 con canzoni quali Bandiera Bianca, Up Patriots o Centro di Gravità permanente. Per poi tornare ad atmosfere interiori, suoni mistici con slanci popolari e sociali in Giubbe Rosse e Povera Patria. Prima il sodalizio con Giusto Pio che nei primi anni ‘80 gli consente di affinare la sensibilità musicale a partire dallo studio del violino, poi negli anni 90 l’amicizia determinante con il filosofo siciliano Manlio Sgalambro. Esce L’Imboscata che contiene pezzi indimenticabili come La Cura. Lo sguardo al trascendente, al mistico e all’esoterismo in Battiato era declinato nel quotidiano. Non era qualcosa di altro da sé e ciò lo ha reso un formidabile divulgatore di pensieri alternativi. Uomo dalla grande cultura, pittore e regista, Battiato fu anche autore di numerose canzoni per altri artisti tra cui Milva e mecenate nei confronti di tanti giovani musicisti siciliani.

 

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