Chiudere la Corte d'Appello è un favore a Cosa nostra. Il Presidente dell'Ars Ardizzone difende il distretto giudiziario

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“Io dico  di mantenere la Corte d’appello nissena come quella di Messina, per tutte le motivazioni che sono state oggi dette, che non sono la salvaguardia dei posti dirigenziali, ma la lotta seria alla mafia. Se non si vuole fare la lotta alla criminalità allora si distruggano questi presidi di giustizia”.
DSC01118A distanza di pochi giorni dall’impegno preso dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano per la tutela della Corte d’Appello di Caltanissetta, nella stessa aula “Saetta – Livatino” del Palazzo di Giustizia ha manifestato analogo impegno il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, questo pomeriggio a Caltanissetta.
Ardizzone ha parlato a fianco del Presidente della Corte d’Appello, Salvatore Cardinale, del sindaco Giovanni Ruvolo, del Procuratore Aggiunto, Lia Sava, del Procuratore Generale Facente funzioni, Fabio D’Anna e del presidente del Tribunale per i minori, Antonino Porracciolo e davanti ad una platea composta da avvocati, magistrati, professionisti e una nutrita delegazione di parlamentari: i deputati all’Ars, Gianluca Miccichè, Giancarlo Cancelleri, Giuseppe Arancio e Antonio Venturino.
Ardizzone si è impegnato pubblicamente a perorare la causa per il mantenimento della Corte d’Appello di Caltanissetta così come di tutte le Corti d’Appello dei relativi distretti giudiziari siciliani. E lo ha fatto al termine di una settimana di campanilismi emersi da alcuni esponenti della politica messinese che hanno messo sul piatto della bilancia il numero di abitanti superiore coperto dal distretto messinese rispetto a quello nisseno. E proprio per questo Ardizzone, che è messinese, ha sottolineato al contrario i motivi che vanno oltre i numeri: la qualità del lavoro svolto dalla Cote d’Appello di Caltanissetta, che vanta il minor numero di procedimenti conclusi con prescrizione e la qualità del servizio giustizia nel contrasto alla mafia.
“Se scompare una delle due Corti d’Appello – ha detto il presidente del Parlamento siciliano riferendosi a Caltanissetta e Messina – è la sconfitta della classe dirigente siciliana”. Perché non si può fare del riordino della geografia dei distretti giudiziari una questione di spending review. “Anche perché questa è economia e non si può togliere ai territori”. 20150515_150516
Ardizzone ha manifestato dubbi sull’ipotesi di realizzare il Tribunale di Montagna. “perché gli uffici si dovrebbero alternare tra Mistretta e Nicosia e mi sembra insolito. Mi convince di più l’accorpamento alla Corte d’Appello di Caltanissetta del tribunale di Agrigento”. “C’è u problema di numeri? Misuriamoci su queste cose. Si fa l’interesse della popolazione”.
“Per quanto attiene alle soluzioni, si è detto che quella nissena è una delle Corti d’Appello dove la prescrizione non incide sulla definizione di giudizi, che vengono portati a compimento, allora significa che funziona. Vogliamo farla funzionare meglio, c’è un problema di numeri e popolazioni, allora accorpiamo il Tribunale di Agrigento. Come Parlamento siciliano solleciteremo le istituzioni nazionali, che hanno il dovere di prendere coscienza e consapevolezza che la lotta alla mafia è una cosa seria”.
“Dobbiamo essere grati al presidente dell’Ars – ha detto a margine il Presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Salvatore Cardinale – perché oltre ad essersi reso promotore di un documento per la salvaguardia di tutte le Corti d’Appello siciliane, è venuto a prendere qui un impegno affinché la Corte d’appello di Caltanissetta non siano intaccata dalla riforma della geografia dei distretti giudiziari”.
“L’impegno del presidente dell’Assemblea regionale siciliana – conclude Cardinale – si accompagna a quello del Ministro Alfano, che ha manifestato in questa aula analogo impegno a tutelare questa Corte d’Appello”.

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