Chiesa e Politica. Rispondere all'appello sull'ecologia lanciato da Papa Francesco

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Sabato 27 giugno si è svolto un incontro di studio organizzato dal Centro Studi “Arcangelo Cammarata” e dall’Associazione Culturale “Alcide De Gasperi” dal titolo Indipendenti e autonome l’una dall’altra, coltivano una sana collaborazione. Chiesa e politica nel post-concilio.
La tematica è stata affrontata da Savino Pezzotta, presidente della “Rosa per l’Italia” e da Gian Luca Potestà, ordinario di Storia del Cristianesimo presso l’Università Cattolica di Milano.
La riflessione è stata incentrata sulle prospettive di rinnovamento del laicato cattolico, chiamato, come afferma il numero 76 della Costituzione Pastorale Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II, alla ricerca del bene comune proprio nella vita politica, intesa come la più alta forma di carità.
Chiesa e politica 7Pezzotta ha sostenuto che la Chiesa è chiamata non ad intervenire direttamente nella politica, ma a compiere un servizio alla verità, indicando le linee guida, la cui attuazione spetta alla creatività e al discernimento del laico, che deve tendere sempre allo sviluppo del bene comune.
Attraverso l’analisi storica del processo di rinnovamento laicale, compiuta dal prof. Potestà, è stato possibile individuare la dialettica interna alla Chiesa italiana, nella continua e non sempre facile relazione con la politica, alla ricerca dell’equilibrio tra obbedienza alla fede e capacità di rispondere alle molteplici domande della società.
Il modello di collaborazione e confronto tra comunità ecclesiale e politica, fondato sul reciproco rispetto e indipendenza, può essere considerato una soluzione valida per le nuove sfide della democrazia e della tutela della persona, in un tempo di rottura con i modelli classici di governo e di comunicazione.
I laici cattolici devono rispondere all’appello sull’ecologia umana, lanciato da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, individuando quei temi di dialogo con le forze politico-sociali e battendosi per la dignità della persona, senza cadere nella riproposizione di schemi ormai passati né nella tentazione dello scoraggiamento: bisogna evangelizzare i nuovi spazi e i moderni network, proponendo i valori fondanti dell’identità cristiana e testimoniando la “vita nuova del Vangelo”.

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