"Che Natale che fa!". Giovani chef all'Istituto Penale Minorile

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Circa settanta persone invitate, un menù lungo dall’antipasto al dolce, cucinati e serviti dai ragazzi ristretti dell’Istituto Penale Minorile, insieme agli ospiti della Comunità penale, che vivono nelle due strutture adiacenti di via Turati.

Si è celebrata così, con una conviviale nella sala musica/teatro del IPM di Caltanissetta, la conclusione del progetto “che Natale che fa”, promosso dall’associazione “Euro” di Palermo, in collaborazione con le direzioni di Ipm e Comunità penale, rappresentate rispettivamente da Nuccia Miccichè e Maria Grazia CArneglia. Il progetto si è snodato in una serie di incontri working in progress e stage formativi  di cucina per la durata di due mesi, nella parte conclusiva anche con l’aiuto degli ospiti di Casa Guttilla, ragazzi minori del Bangladesh.

Il corso ha fornito diverse competenze in ambito culinario grazie al coordinamento dello Chef di “Spazio Rosso”, Emiliano Longo,che ha impartito ai ragazzi le direttive su come avvicinarsi all’Arte della cucina. I giovani del IPM, hanno utilizzato le cucine dell’istituto per seguire le lezioni e preparare i pasti, mentre quelli della comunità penale hanno potuto svolgere nei giorni scorsi anche lo stage esterno presso il locale “Spazio rosso”, in collaborazione con il consigliere comunale Gianluca Bruzzaniti.

Il pranzo di Natale ha visto la partecipazione di magistrati del Tribunale per i minori, dipendenti dell’amministrazione penitenziaria, della forestale e tutti i professionisti e gli artisti che in questo 2013 hanno curato i diversi progetti dentro l’Istituto Penale, le cui attività educative sono coordinate da Vincenzo Indorato. I pasti sono stati cucinati e serviti con grande professionalità dai ragazzi a cui sono stati consegnati gli attestati dei corsi di chef, hip hop, musica e batteria, teatro e un corso per  stalliere, tenuto presso un maneggio cittadino. Il pranzo è stato intercalato da diversi sketch proposti dagli ospiti che seguono il corso di teatro con Stefania Zigarella e da momenti musicali curati dal musicista e strumentista Sergio Zafarana con alle percussioni Danilo Lapadura che ha seguito alcuni giovani dell’Istituto insegnandogli la batteria.

“L’importanza del progetto – spiega la direttrice del IPM, Nuccia Miccichè –  è l’incontro tra la nostra realtà e quella dei minori del Bangladesh e insieme festeggiamo il Natale. Uniamo il nostro disagio con il loro, nonché con la comunità penale e insieme speriamo di fare un bel Natale. Hanno partecipato in modo entusiasta perché in questi corsi c’è lo scambio di idee e di vedute tra loro e si sentono più vicini alla società. Soprattutto  i ragazzi del Bangladesh hanno vissuto bene l’integrazione”.

“I ragazzi della Comunità – le fa eco la direttrice della comunità penale, Maria Grazia Carneglia –  si sono recati presso un locale nisseno, Spazio Rosso, e  si sono sperimentati nella preparazione dei pasti sperimentando veramente cosa è il lavoro. Con grande professionalità hanno seguito il coordinamento della preparazione del pranzo finale, senza la possibilità di incontrarsi tra loro fino al pranzo. Certamente poter andare in un locale pubblico ha consentito di dare il meglio di loro. I ragazzi hanno fatto tanti corsi, ceramica e giardinaggio, cucina, e ovunque hanno dimostrato di essere all’altezza”.

Per il coordinatore degli educatori, Enzo Indorato, “Indubbiamente è un momento importante e di integrazione, perché crediamo in un recupero che può avvenire se facciamo integrazione vera. E’ il carcere che va verso fuori e la società che entra dentro. Un momento di legalità autentica che si concretizza in un’attività vera”.

Infine lo chef  Emiliano Longo che, dei ragazzi dice, “sono andati benissimo. Hanno seguito ad opera d’arte tutte le nostre lezioni per prepararsi al pranzo finale. Abbiamo preparato tutto quello che oggi mangiamo. Partendo da zero li abbiamo portati a un livello discreto, non da chef, ma da ottimi collaboratori”.

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