Cgil e Silp dopo i fatti di Pian del lago: “Diritti da garantire a forze di polizia, cittadini e immigrati. Nessuno è carne da macello”

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“Alla luce di quanto accaduto domenica e lunedì scorsi al Centro d’accoglienza governativo di Caltanissetta – Pian dal Lago, emerge l’immane sforzo posto in essere dagli uomini e le donne delle forze di polizia per rintracciare e riportare al Centro i migranti fuggiti dalla quarantena”. Lo affermano il segretario generale della Cgil di Caltanissetta, Ignazio Giudice e il segretario provinciale del sindacato di polizia Silp, Lino Mastrantonio. “Uno sforzo compiuto nonostante l’esiguo numero di personale impiegato, distratto da altre pressanti incombenze e turni e con grave repentaglio per la sicurezza e la salute di ognuno di loro”.

“Consapevoli che la questione è di rilevanza politica nazionale, convinti per principio dell’esigenza di conciliare il dovere dell’accoglienza nei confronti dei migranti bisognosi, il rispetto di norme regionali e nazionali, le richieste di sicurezza dei cittadini con la massima tutela del personale della Polizia di Stato e delle altre Forze di Polizia impegnate nelle operazioni di vigilanza”, i segretari di Cgil e Silp “ritengono che l’Amministrazione della Pubblica Sicurezza debba adoperarsi ai massimi livelli affinché, al fine di eliminare i ricorrenti rischi per la sicurezza e la sanità pubblica, si facciano serie verifiche sulle condizioni del centro e sulla sua capacità ed adeguatezza ad ospitare dignitosamente un così alto numero di ospiti in condizioni di sicurezza, rivedendo al contempo il dispositivo preposto ed incrementando il numero di personale chiamato ad operare per la vigilanza con il ricorso perciò all’apporto di congruo numero di squadre dei Reparti Mobili e dei Battaglioni, al cui personale dovrà essere garantito opportuno ed adeguato alloggiamento e trattamento, nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale, delle norme sul lavoro, nel massimo rispetto dei turni e degli orari di servizio”.

“Solo garantendo adeguati standard di sicurezza e congruo numero di personale impiegato si potrà assicurare l’efficienza del Centro di Accoglienza, se si vuole continuare a farlo funzionare per questi scopi, nel rispetto delle norme ed a tutela della sicurezza pubblica, della tranquillità dei cittadini e dei diritti umani, perché nessuno, in uno stato di diritto, è carne da macello”.

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