Cgil, Auser e Anpi chiedono un’adunanza aperta del consiglio comunale per Emanuele Macaluso

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Cgil, Auser e Anpi provinciale di Caltanissetta scrivono al sindaco di Caltanissetta per sollecitare la convocazione di un consiglio comunale in adunanza aperta da dedicare al senatore Emanuele Macaluso, scomparso il 19 gennaio scorso.

“Egregio Sig. Sindaco – si legge nella lettera a firma di Ignazio Giudice, Nicola Boccadutri ed Elia Micciché – il 19 gennaio è deceduto Emanuele Macaluso, cittadino nisseno che ha dato un contributo irripetibile alla crescita del Paese, allo sviluppo del Mezzogiorno e all’emancipazione politica e sociale di migliaia di donne e uomini”. Di seguito il resto della lettera.

Sintetizzare in questa sede la sua biografia sarebbe impossibile, ci limiteremo quindi ad alcuni brevissimi cenni. Nel 1941, all’età di soli 17 anni, Emanuele Macaluso aderì clandestinamente al Partito Comunista d’Italia, animando insieme a Calogero Boccadutri la lotta antifascista avvenuta nella provincia nissena. Nel 1944 divenne segretario generale della Camera del Lavoro di Caltanissetta e nel 1947, a poche settimane dalla terribile Strage di Portella della Ginestra, assunse la guida della CGIL siciliana.

Da quella difficilissima posizione di responsabilità guidò le lotte bracciantili e quelle di operai e minatori siciliani, impegnando il sindacato regionale in uno scontro difficile e pericoloso con poteri criminali e mafiosi.

Nel 1951 venne eletto all’Assemblea regionale siciliana e nel 1958, da Segretario generale del PCI, fu tra i protagonisti della svolta politica che portò alla nascita della Giunta regionale Milazzo.

Per iniziativa di Palmiro Togliatti assunse funzioni di direzione politica nel PCI nazionale e nel 1963 venne eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati, avviando così un’esperienza parlamentare che si concluse solamente nel 1992.

Da fine intellettuale, Emanuele Macaluso accompagnò sempre il suo impegno politico con l’attività giornalistica, assumendo la direzione di riviste e quotidiani nazionali: l’Unità, Le nuove ragioni del socialismo, il Riformista.

Numerosissimi sono anche i libri da lui pubblicati, in ciascuno di essi si affrontano con estrema lucidità le questioni politiche e sociali concernenti il Paese e la Sicilia.

In questo lungo e intenso percorso Emanuele Macaluso ha contribuito alla formazione di più generazioni di donne e uomini impegnati in politica e nel sindacato, divenendo un faro e un maestro per giovani intellettuali di tutto il Paese.

In questa sede, tuttavia, ci preme sottolineare soprattutto il profondo legame che Emanuele Macaluso ha saputo mantenere con la nostra città.

È anche per questa ragione che abbiamo deciso di scriverLe. Siamo convinti che la vicenda politica, culturale ed umana di Emanuele Macaluso sia intimamente connessa alla storia di Caltanissetta.

Raccontare la vita di Emanuele Macaluso significa ricordare di Leonardo Sciascia che gli fu intimo amico e Calogero Boccadutri che lo accompagnò in tutta la sua esperienza politica.

Significa ricordare Lorenzo La Rocca, con il quale condusse importanti battaglie sindacali e Guido Faletra, autorevole ed indimenticato parlamentare del PCI.

Significa ricordare il comandante partigiano Pompeo Colajanni e Michele Calà, morto sotto i bombardamenti americani mentre tentava di portare in salvo la biblioteca clandestina della Cellula nissena del PCI.

Significa ricordare donne e uomini del calibro di Letizia Colajanni e Mario Arnone.

Insomma, ricordare la storia di Emanuele Macaluso significa raccontare la Caltanissetta migliore.

La sollecitiamo quindi a chiedere la convocazione di un Consiglio comunale in adunanza aperta che abbia ad oggetto la commemorazione di questo nostro illustre concittadino.

Il regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio comunale dispone che questo possa essere convocato in adunanza aperta per rilevanti motivi di interesse della comunità.

Pensiamo che la commemorazione ed il ricordo di Emanuele Macaluso siano ragioni di estremo interesse per le nissene ed i nisseni.

La nostra città deve recuperare la sua memoria storica, perché solo in questo modo potrà tornare ad offrire un’identità credibile ed attrattiva.

Senza memoria storica non c’è identità e senza identità non è possibile immaginare il futuro.

Ma vi è di più: ricordare Emanuele Macaluso significa riproporre la grandezza e la dignità della politica, offrendo a giovani nisseni e a giovani nissene un modello cui ispirare il loro impegno civile e sociale.

La nostra città ha bisogno della passione, delle energie e dell’entusiasmo di una nuova generazione e l’esempio di Emanuele Macaluso può offrire uno straordinario contributo in questa direzione.

Siamo certi che queste nostre considerazioni troveranno il Suo condiviso accoglimento, La esortiamo quindi a farsi promotore di un momento di commemorazione e ricordo che possa svolgersi nel Civico consesso, ossia nella casa comune di tutta Caltanissetta.

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