Centro storico, l’assessore Giuseppe Tumminelli fa chiarezza sulla pedonalizzazione

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l'Assessore all'Urbanistica Tumminelli

L’assessore Giuseppe Tumminelli, intervistato nel corso del radiogiornale di Radio Cl1, interviene sulla nota inviata dal presidente del Centro Commerciale Centro Storico “Vincenzo D’Oca che aveva chiesto la pubblicazione di una nota per fare chiarezza in merito alla pedonalizzazione dei centri storici.

E’ arrivata una nota dal presidente del Centro Commerciale Naturale Centro Storico, Vincenzo D’Oca, che la interroga sulla pedonalizzazione dei centri storici.

Iniziamo col dire che è abbastanza inusuale che un assessore venga interrogato attraverso i media. Sarebbe stato più opportuno magari inviare una nota al sottoscritto, così come è “politically correct” come si suol dire. A parte questo, siccome siamo nell’ambito della trasparenza, e lo siamo sempre stati,  non mi sottraggo nel dare delucidazioni, così come sono state date in precedenza, in considerazione del fatto che le delucidazioni dovrebbero essere state date da chi ha ottenuto il finanziamento, quindi appare anche inusuale la domanda nei confronti del sottoscritto. Comunque, l’ambito del finanziamento ottenuto per corso Vittorio Emanuele è un ambito abbastanza chiaro. Il finanziamento è stato richiesto e ottenuto per i lavori di manutenzione straordinaria del tratto a valle di corso Vittorio Emanuele, nonché della pedonalizzazione. Il finanziamento è stato ottenuto dall’amministrazione Campisi rientrante nel PO FESR 2007-2013. Detto questo non ho avuto anche il tempo per verificare l’altro progetto relativo ai lavori della grande piazza di corso Umberto ma, in ogni caso, per questi lavori si sono ottenuti dei punteggi e quindi criteri di valutazione derivanti dalla riduzione delle emissioni di Co2 e quindi nell’ambito della salvaguardia ambientale e dell’ecosostenibilità. Aggiungo, tra le altre cose, che non esistono direttive specifiche nell’ambito della pedonalizzazione dei centri storici. Il tutto deriva dai dettami in ambito europeo che riguardano le emissioni di Co2 cui i paesi europei devono adattarsi. Per questo motivo il Comune di Caltanissetta nel 2012 ha aderito al patto dei sindaci con degli obiettivi di riduzione al 2020 di almeno il 20% delle emissioni di Co2. Proprio nelle ultime settimane il consiglio comunale ha deliberato la volontà di aderire al nuovo patto dei sindaci con obiettivi di riduzione sino al 30% delle riduzioni al 2030. Questo significa che tra le azioni da implementare per ridurre le emissioni di Co2 vi è, così come avviene in ambito europeo, la pedonalizzazione dei centri storici. Quindi oltre alle altre azioni di risparmio energetico, utilizzo di fonti alternative rinnovabili, in ambito europeo si è sperimentato come la pedonalizzazione di determinate aree, ma anche l’istituzione di zone a km 30 che abbassino la velocità in determinati punti della città, possano consentire una riduzione consistente di emissione di Co2. Quindi è un orientamento in ambito europeo, e non solo, quello della pedonalizzazione dei centri storici, un qualcosa che i paesi membri dovranno implementare nei prossimi anni, per arrivare a queste riduzioni.

Lei ha fatto chiarezza per quanto riguarda le direttive, per quanto riguarda la politica, il candidato al consiglio comunale del centro destra Arialdo Giammusso, in un gruppo pubblico, affermava che con la loro vittoria alle elezioni lo schieramento riaprirebbe il centro storico al traffico veicolare. Ovviamente si tratta di una esternazione individuale. Vi preoccupano queste dichiarazioni dopo anni di lavoro?

Non mi preoccupano perché da una parte la Corte dei Conti potrà sempre venire a verificare come sono stati utilizzati i soldi pubblici per la realizzazione di determinati interventi e quindi torno a ripetere, se i finanziamenti sono stati ottenuti per la pedonalizzazione così come recita il frontespizio del progetto presentato, ma anche nel corpo della relazione, vi è l’assoluta volontà di pedonalizzare quest’area. Quindi a fronte di verifiche che potrebbero essere fatte in qualsiasi momento si deve dimostrare come la volontà politica sia stata altra. Questo è un primo discorso. L’altro aspetto è il fatto che si deve sempre cercare di alzare quanto più possibile l’asticella uniformandosi a quelli che sono gli standard nazionali ed europei. Quindi la volontà politica deve essere quella di capire se Caltanissetta si deve uniformare a città ben più importanti in ambito europeo oppure deve rimanere una piccola città di provincia del centro Sicilia.

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