Centro culturale “Abbate” alle Acli per cinque anni. Una parte dei locali per “la Corte dei Monsù”

2219

La giunta Ruvolo lancia la sfida di una gestione alternativa del centro Culturale Michele Abbate e assegna alcuni locali della struttura alle Acli per un progetto che prevede formazione, eventi e degustazioni, dal titolo “Alla corte dei Monsù”, con l’obiettivo dichiarato di far nascere un indotto imprenditoriale della ristorazione e culturale.

190563_10151551884100822_373695909_nPer farlo, la Giunta ha deliberato di concedere in comodato d’uso gratuito per cinque anni, alcuni  locali del Centro culturale Abbate alle Acli di Caltanissetta, indicati nella delibera.

La giunta comunale su indirizzo dell’assessore alla creatività e cultura, Marina Castiglione, ha revocato la delibera che assegnava alcuni locali del Centro culturale Michele Abbate al “Parco scientifico tecnologico”, poiché non in linea con la mission del Centro dedicato al sindaco Michele Abbate per finalità culturali, sociali che vedano protagonisti i giovani.

Il progetto delle Acli, del resto, è stato già approvato dal Dipartimento Gioventù e del servizio civile nazionale presso la Presidenza del consiglio dei ministri.

L’obiettivo del progetto è quello di facilitare la fruizione del Centro Polivalente Michele Abbate, attraverso azioni integrate finalizzate alla creazione di competenze professionali necessarie alla gestione di servizi culturali e di attrazione turistica, connessi alla valorizzazione dello spazio pubblico individuato, quali ristorazione tradizionale e creazione di eventi. Competenze e azioni che nelle intenzioni della giunta favoriscano la nascita di imprese giovanili in tale ambito.

Servizi ristorativi ed eventi che dovranno essere in qualche modo legati al titolo del progetto riguardante la cucina tradizionale dei Monsù.

Si tratta degli chef chiamati “Monsù”, dall’italianizzazione del francese Monsieur, ma italianissimi. Cuochi di Vescovi e Principi in epoca borbonica e post unità d’Italia, che venivano contesi tra i vari casati.

Le Acli, nell’ambito delle molteplici attività previste, organizzeranno anche dei veri e propri corsi di cucina. Ciò che verrà appreso in aula, verrà proposto con eventi tematici aperti ad un pubblico limitato individuato dalle associazioni che si occupano del sociale in favore delle fasce più deboli.

Non mancheranno presentazioni di libri, mostre, eventi culturali.

Un comodato d’uso gratuito, dunque, che viene vincolato a un progetto ma che lascia aperta la possibilità di molteplici iniziative.

Le Acli, in cambio si impegnano a fornire contro prestazioni sul piano della pubblica utilità.

I pasti cucinati durante i corsi verranno poi smistati a parrocchie e mense cittadine.

Otto cene sociali saranno offerte alle persone indicate dai Servizi sociali del comune.

Annuale tavolata di San Giuseppe

Un corso di cucina per l’integrazione multiculturale.

Commenta su Facebook