Prima cena sociale del progetto “Alla corte dei Monsù”. Al Centro Abbate i parrocchiani di Santa Croce

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Piatti gustosi e allo stesso tempo raffinati, dagli antipasti al dolce, ed un’atmosfera accogliente per la prima cena sociale del progetto “Alla corte dei Monsù”. L’evento si è svolto al centro polivalente “Michele Abbate” dove tredici ragazzi stanno frequentando la seconda parte del progetto delle Acli finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù.

alla corte dei monsù 3Alla prima cena sociale – cui ne seguiranno altre sette – hanno partecipato, gustando così i piatti preparati dai giovani aspiranti cuochi, alcune famiglie individuate da padre Pietro Riggi della parrocchia Santa Croce alla Badia. Bimbi e genitori sono stati felici di assaggiare le deliziose creazioni dell’insegnante di cucina e servizi di sala Siller Pilato nell’ambito di un evento perfettamente riuscito grazie all’organizzazione di Giovanni Bunoni che prepara i giovani alla organizzazione di eventi. Presenti all’evento il presidente regionale delle Acli Stefano Parisi, il presidente provinciale Santo Burgì e l’assessore ai Servizi Sociali Piero Cavaleri.

“Questo è il primo di una lunga serie di eventi – ha spiegato Stefano Parisi – otto cene sociali rivolte ai meno abbienti e otto per la promozione delle eccellenze del territorio. Il progetto è partito già nel 2015 e vede impegnati tredici ragazzi che durante la fase teorica hanno acquisito competenze specifiche nel mondo della cucina, nei servizi di sala, e nell’organizzazione degli eventi. E’ una grandissima soddisfazione ed emozione vedere finalmente i ragazzi all’opera, ci abbiamo creduto abbiamo lavorato tanto, moltissimi sono stati i sacrifici però ripagati da tutto quello che sta accadendo adesso. Questo progetto vuol dire molto per i tredici ragazzi coinvolti perché è finalizzato all’autoimpiego, i ragazzi infatti potranno aprire, praticamente a costo zero, la loro impresa nel settore utilizzando in comodato d’uso le attrezzature messe a disposizione durante il corso”alla corte dei monsù 4

Soddisfatto anche l’assessore Piero Cavaleri che ha ipotizzato un probabile utilizzo del Michele Abbate, in futuro, sempre per le stesse finalità. “Una delle caratteristiche di questo progetto che ha diverse sfaccettature – ha dichiarato l’assessore Cavaleri – è la ricaduta sul sociale. Il progetto prevede, con la collaborazione del Comune, cene riservate a persone che appartengono a famiglie con esigenze economiche e alimentari e quindi abbiamo individuato diverse parrocchie del centro storico che a turno dovranno individuare le persone che avranno la possibilità di cenare con le pietanze preparate dai ragazzi della Corte dei Monsù, di essere serviti da loro, nei locali organizzati presso il centro Michele Abbate. E’ una iniziativa di solidarietà che di certo non guasta e che da il senso di un progetto integrale che oltre all’aspetto formativo è attento ai bisogni solidali della città. La presenza di questo progetto all’interno di questa struttura ci sta dando un sacco di idee che sicuramente miglioreranno l’utilizzo e l’implementazione di questo immobile così importante per la nostra città”.

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