C’è il pienone per Lagalla. “Nel quadro politico si parla di nomi, noi costruiamo un progetto”

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Il professore Roberto Lagalla è in campo alle prossime elezioni regionali?

IMG_5051“Semplicemente Roberto Lagalla, o meglio semplicemente gli amici di Roberto Lagalla sono assolutamente convinti di dover svolgere un ruolo in queste elezioni regionali. Non ho la presunzione di dire quale esso possa essere, perchè occorre ragionare in un quadro di compatibilità politiche, ma mi sorprende che nel quadro politico si agitino solo nomi, ma nessun progetto, nessun programma, nessuna idea. Noi andiamo avanti costruendo un programma e un progetto, speriamo di incontrare comuni buone volontà”. Così Roberto Lagalla a Caltanissetta a margine dell’incontro tenutosi all’hotel San Michele con #ideaSicilia alla presenza di un nutrito pubblico e tanti relatori del mondo accademico e delle professioni per parlare di aree interne della Sicilia.

“Abbiamo una Sicilia che è in crisi soprattutto nelle aree interne, oggi sinonimo di desertificazione e la loro valorizzazione passa necessariamente attraverso politiche mirate che dovranno rappresentare uno dei primi obiettivi della nuova amministrazione regionale”.

IMG_5049“Mi domando – ha detto Lagalla – quali siano stati i provvedimenti reali adottati in passato, date le condizioni disagiate che ancora oggi persistono. Le aree interne hanno delle opportunità che nascono proprio dalla loro posizione geografica ed è fondamentale coglierle nel modo giusto e farne motore di sviluppo, affrontando le numerose problematiche presenti, anche di natura burocratica, che fino ad oggi lo hanno impedito”.

Tra gli altri sono intervenuti Giorgio De Cristoforo, giornalista de La Sicilia, Giuseppe Riolo, imprenditore agricolo, Andrea Milazzo, architetto e urbanista, Claudia Sollami, consulente di entomologia forense e responsabile presso il laboratorio internazionale di entomologia forense del Consorzio Universitario di Caltanissetta, Irene Collerone, dirigente scolastico del Liceo Classico di Caltanissetta e Maurizio Carta, Presidente Scuola Politecnica Università degli Studi di Palermo.

Per Giuseppe Giglia, professore dell’Università degli Studi di Palermo e ricercatore onorario Università di Maastricht, “valorizzare il capitale umano significa soprattutto investire sulle Università creando poli universitari innovativi, investendo in laboratori di ricerca, proponendo una didattica alternativa per bloccare la fuga di cervelli”.

Significativa la testimonianza di Claudia Sollami che, grazie al consorzio universitario di Caltanissetta, è riuscita a portare in Sicilia l’entomologia forense, divenendo punto di riferimento a livello nazionale.

“Il modo migliore per affrontare le aree interne è smettere di chiamarle aree interne, denominazione figlia di un modello di sviluppo regionale pensato per essere centrato solo sui capoluoghi di provincia”, ha detto Maurizio Carta. “Dentro le Aree di cui stiamo parlando ci sono risorse paesaggistiche, artistiche, eccellenze che rendono la nostra Sicilia una “dea”, così come allude in nome del movimento di Roberto Lagalla. Ci sono centri e non periferie da connettere con i centri metropolitani. Il modello pedagogico di Caltanissetta è sempre stato sede di sperimentazione e l’Università ha sempre avuto una sua centralità, ci sono diversi progetti che vanno concretizzati, come quello di riattiviare un incubatore per le imprese. Smettiamo quindi di guardare a questi territori come delle periferie perché non lo sono.”

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