“C’è chi non ha più il gas per cucinare”. La Caritas e le povertà emergenti al tempo del coronavirus

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L’appello del sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, lanciato al premier Conte con una lettera aperta, coincide con una situazione nuova nella realtà sociale di Caltanissetta dove alle fragilità già conosciute si stanno aggiungendo nuove povertà. In altre città come Palermo si sono già verificati episodi che rappresentano il termometro della situazione. Parliamo dell’assalto al supermercato di viale Regione Siciliana da parte di un gruppo di persone che non potevano pagarsi la spesa per acquistare beni di prima necessità.

Lavoro stagionale oppure a giornata, lavoro informale o part time nel terziario. Sono numerose le categorie di lavoratori rimaste senza fonti di reddito con l’emergenza coronavirus. Un sostegno arriva dalle associazioni di volontariato e dalla Caritas diocesana, struttura capace di monitorare attraverso le antenne delle parrocchie le situazioni più urgenti. Anche grazie alla solidarietà che spontaneamente viene manifestata da privati cittadini e da organizzazioni.

“La situazione è complessa, ci siamo ritrovati ad affrontare un nemico nuovo. Ogni giorno cambiano i bisogni delle persone; siamo in quarantena ma la carità non va in quarantena”. A parlare è Giuseppe Paruzzo direttore della Caritas diocesana di Caltanissetta che ha all’attivo diversi progetti tra cui l’Emporio della solidarietà, un vero e proprio supermarket in cui chi è registrato ha una card per fare la spesa e il progetto Scaldacuori che con la stessa modalità fornisce indumenti.

“Continuiamo a operare con le parrocchie e con le attività che avevamo già in campo ma lo stile adesso è diverso. Stiamo più attenti ma siamo sul campo. Le persone ci chiamano perchè hanno bisogno di cibo, del riscaldamento a casa. C’è chi non ha più il gas per cucinare. Ci sono nostri concittadini che non hanno medicine oppure non si possono spostare per procurarsi il minimo per la sopravvivenza. Stiamo attuando servizi non solo di reperimento ma anche di consegna del cibo. Il nostro territorio non è ricco e si può comprendere la difficoltà economica di acquisire beni di prima necessità. Prima facevamo le raccolte alimentari ma in questo momento dobbiamo acquistare tutto. Ci serve dunque tanto e la generosità della comunità nissena è unica”, spiega Paruzzo. Tra le donazioni quella del Rotary che ha consegnato una fornitura di prodotti per l’igiene personale e il Lions che ha fatto una cospicua donazione in denaro. Anche il Vescovo ha contribuito con diecimila euro per l’acquisto di beni di prima necessità

“Sul territorio abbiamo le antenne che sono i parroci. Conoscono la situazione del loro territorio e di ciascuna famiglia. Ci chiamano persone che ci dicono: Io fino a ieri avevo il mio lavoro e portavo a casa il necessario per vivere, oggi questo a molti è negato”. Il direttore della Caritas ci lascia comunque con un buon auspicio. “Il cuore della città sta venendo fuori in maniera forte”.

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