Castello di Mussomeli, polemica sul progetto di consolidamento: “A rischio l’integrità estetica”

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Castello di Mussomeli, polemica sul progetto di consolidamento: “A rischio l’integrità estetica”

Castello di Mussomeli, polemica sul progetto di consolidamento: “A rischio l’integrità estetica”

Si accende il dibattito attorno al progetto di consolidamento della rupe su cui sorge il Castello di Mussomeli. A sollevare forti perplessità è Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia, che denuncia il rischio di uno “stravolgimento dei valori estetici” del celebre maniero.

Al centro della contestazione, l’utilizzo previsto di tiranti e reti metalliche per la messa in sicurezza del costone roccioso. Secondo Janni, si tratterebbe di un intervento invasivo, capace di alterare in modo significativo l’immagine storica del monumento, considerato uno dei più suggestivi della Sicilia.La critica non riguarda solo l’impatto visivo, ma anche l’impostazione progettuale. Italia Nostra sottolinea infatti come, trattandosi di un bene vincolato, la normativa italiana preveda un ruolo centrale dell’architetto nella progettazione e direzione dei lavori di restauro. Il progetto, invece, risulterebbe firmato esclusivamente da ingegneri, scelta ritenuta “impropria” per un intervento su un bene di tale rilevanza storico-artistica.Un ulteriore nodo riguarda il parere della Soprintendenza. In una prima fase, l’ente aveva escluso esplicitamente l’uso di pannelli in fune, suggerendo tecniche meno invasive come iniezioni di consolidamento e interventi non visibili sulla superficie della roccia.

Tuttavia, successivamente, a fronte delle esigenze strutturali evidenziate dai progettisti, la stessa Soprintendenza ha rivisto la propria posizione, ammettendo l’impiego delle reti metalliche, pur raccomandando di ridurne l’impatto visivo.Una decisione che non convince Italia Nostra. Secondo Janni, le reti svolgono una funzione “passiva”, limitandosi a contenere eventuali distacchi senza prevenirli, mentre esisterebbero soluzioni più efficaci e rispettose del contesto, come cuciture armate, iniezioni di malte compatibili e interventi mirati di ancoraggio. Da qui la richiesta formale: sospensione immediata dei lavori, integrazione del team con un architetto specializzato nel restauro dei beni monumentali e ritorno alle prescrizioni originarie della Soprintendenza.

Il Castello di Mussomeli, edificato nel XIV secolo e perfettamente integrato nella rupe calcarea su cui poggia, rappresenta infatti un unicum architettonico e paesaggistico. Proprio questo legame indissolubile tra roccia e costruzione, secondo i firmatari dell’appello, rischia oggi di essere compromesso da interventi ritenuti troppo invasivi. La questione resta aperta e si preannuncia al centro del confronto tra tecnici, istituzioni e associazioni per la tutela del patrimonio culturale.

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