Caso Scalia, NCD garantista: "attivare istruttoria del segretario generale per rasserenare clima"

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Dopo il M5S interviene anche il coordinamento cittadino del NCD in una nota del coordinatore Giuseppe Rap sul caso del consigliere Angelo Scalia del PD: 
“Il silenzio di fronte a vicende giudiziarie che interessano direttamente o indirettamente personaggi pubblici e delle Istituzioni, benché il più delle volte espresso per rispetto della persona sottoposta ad indagini su cui non grava sentenza in giudicato, non deve essere confuso con una tacita accondiscendenza rispetto a condotte potenzialmente lesive del pubblico interesse e decoro”.
“È per dare un contributo di chiarezza che ci accingiamo ad intervenire, in questa sede, sull’ultima vicenda in ordine di tempo, che interessa il Consigliere Angelo Scalia del Partito Democratico e che ha suscitato polemiche tra la Segreteria Cittadina del PD ed il Movimento Cinque Stelle”.
“Non può per la verità disconoscersi al M5S, il coraggio di avere espresso la propria opinione, in questa ed altre circostanze, e di essere stato per questo, a nostro avviso, ingiustamente criticato, benché espressosi con grande garbo e rispetto, senza giudizi personali, ma esclusivamente sull’opportunità che persone interessate ad indagini su specifici reati permangano in posizioni suscettibili di ingenerare dubbi sull’intera credibilità dell’Istituzioni”.
“Si rammenta, in tal senso che per iniziativa dell’Amministrazione precedente, guidata dal Sindaco Campisi, che si è contraddistinta per rigore e dignità istituzionale, si sono varati importanti provvedimenti atti a prevenire le predette situazioni”.
Il Regolamento sull’obbligo di astensione dei Componenti della Giunta fu approvato con Delibera di G.C. 12 del 1.9.2009, seguito dal Codice Etico, approvato con Delibera di C.C. n° 11 del 4.3.2011, entrambi integralmente recepiti all’interno del piano di prevenzione della corruzione approvato, ai sensi della Legge 6.11.2012 n° 190, con Delibera di Consiglio Comunale n° 16 dell’11.3.2013.
“In virtù di tali dispositivi – afferma Rap – può essere attivata, anche su iniziativa degli stessi coinvolti nei procedimenti di indagine ed interessati a fare chiarezza, una completa istruttoria da parte del Segretario Generale, (Funzionario Anticorruzione designato con determinazione sindacale n. 37 del 13 novembre 2012) che potrà rasserenare il clima politico e la cittadinanza ed esprimersi sulla legittimità di permanenza in carica degli indagati”.
“In ordine agli aspetti extra giuridici, nel pieno rispetto delle opinioni della Segreteria Cittadina del PD, pur condividendo i principi liberali del garantismo e della presunzione di innocenza, ci preme rammentare che nella Giunta precedente, antecedentemente all’assunzione dell’incarico, benché non richiesto dalla norma, alcuni Amministratori hanno formalmente rinunciato a svolgere attività lavorativa nel territorio cittadino. Altri si sono dimessi dall’incarico a seguito del coinvolgimento di propri parenti in vicende giudiziarie, persone in seguito risultati completamente estranee ai fatti”. Il riferimento è all’ex assessore Failla dimessosi quando il fratello, Calogero,finì  sotto processo nel procedimento nato dall’operazione Redde Rationem, e poi venne assolto in primo grado. Adesso è in corso il processo d’appello.
“Sono di questi giorni le dimissioni del Ministro Lupi, che pur non coinvolto in nessuna inchiesta giudiziaria, ha condivisibilmente ritenuto di assumere la condotta conseguente ai fatti che ne hanno compromesso l’immagine e la credibilità istituzionale”.
“L’attualità e la disaffezione della gente al sistema politico richiede che i Tutori della cosa pubblica non devono solo essere al di sopra di ogni dubbio, ma lo devono soprattutto apparire. È questo il limite al quale chi siede ad una carica pubblica si deve riferire. Questa è la sensibilità che riteniamo necessaria. Ad ognuno il percorso che ritiene di seguire”.

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