Caso Montante, Morra: “Sistema tossico e perverso”

“Del caso Montante si deve far comprendere come un sistema tossico e perverso di relazioni abbia avuto la capacita’ di trasformare il falso in vero, costruendo una rappresentazione della realta’ che ha favorito illecitamente qualcuno danneggiando altri”. E’ quanto ha affermato Nicola Morra, presidente della Commissione nazionale antimafia oggi a Caltanissetta dove si celebra il processo, con il rito abbreviato, sul cosiddetto “Sistema Montante” nei confronti dell’ex leader di Confindustria Sicilia Antonello Montante e di altri quattro imputati. “Sappiamo tutti – ha sottolineato Morra – le frequentazioni che Antonello Calogero Montante aveva in gioventu’ con famiglie che governavano Serradifalco. Che la mafia non c’entri e’ tutto da verificare. Bisogna far comprendere che l’informazione nazionale deve interessarsi di questi processi che rischiano di finire a pagina 14 del Gazzettino della Val di Noto senza avere la giusta risonanza e per far comprendere alla magistratura locale e anche alle parti civili e a tutti coloro che reputano che si debba far giustizia che si deve procedere anche di fronte a una realta’ assai complessa. Oggi inoltre qualcuno mi ha ricordato che il processo ordinario sta andando avanti con grandissima lentezza, con tempi biblici e tutto questo mi fa ricordare le polemiche divampate ieri in merito alla riforma Cartabia, perche’ un processo non puo’ avere tempi infiniti ma deve comunque portare a sentenza e la vicenda che ho vissuto ieri mattina nell’aula bunker dove si e’ celebrato il maxi-processo all’Ucciardone per l’omicidio di Nino Agostino e della moglie Ida. Sono stato poi piu’ tempo con il papa’ Vincenzo e le due sorelle Nunzia e Flora e ho convissuto seppur per breve tempo il dramma di chi da 32 anni attende. Si capisce bene – ha concluso Morra – come 32 anni siano una follia, un’aberrazione di uno Stato che si definisca civile. Evidentemente il sistema e’ malato”. (AGI)

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