Caso Montante, la difesa “Ci sono incongruenze temporali. Non c’è l’associazione”

“Non c’è l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione” a carico di Antonello
Montante, l’ex Presidente degli industriali siciliani sotto processo, in appello, con l’accusa di essere stato a capo del cosiddetto ‘sistema Montante’, una rete spionistica utilizzata per salvaguardare se stesso e colpire gli avversari. A dirlo, in apertura dell’ultima udienza dedicata all’arringa difensiva, è l’avvocato Giuseppe  Panepinto, uno dei due legali dell’imprenditore. Come riportato dall’agenzia Adnkronos, Montante è assente anche oggi, sempre per “problemi di salute”, come ha detto lo stesso legale in apertura di udienza. Secondo l’avvocato “non c’è corrispondenza tra capo di imputazione e condanna”.
In primo grado Montante è stato condannato a 14 anni di carcere. L’avvocato ha letto in aula il capo di imputazione capo A sostenendo che la sentenza “è nulla”. Ha poi parlato di “incongruenze temporali”  fra la presunta nascita dell’associazione e reati avvenuti “molto  tempo dopo”.

Alla sbarra anche l’ex comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta Gianfranco Ardizzone, condannato in primo grado a tre anni, il sostituto commissario di polizia Marco De  Angelis, condannato a 4 anni, il responsabile della sicurezza di Confindustria ed ex poliziotto Diego Di Simone, condannato a 6 anni e 4 mesi e il questore Andrea Grassi, condannato a un anno e 4 mesi.l Lo scorso 15 gennaio il sostituto procuratore generale di Catania,  Giuseppe Lombardo, applicato al processo, ha chiesto la condanna a 11 anni e 4 mesi di reclusione per l’ex leader di Confindustria Sicilia Antonello Montante, dunque quasi tre anni in meno della condanna in  primo grado.
(Ter/Adnkronos)

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