Caso Crocetta, il Ministro Alfano distratto. Su dimissioni Borsellino invoca scandalo per PD ma dimentica attacchi del suo ministro

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Nella lettera di dimissioni presentata da Lucia Borsellino al governatore Rosario Crocetta, che il fratello dell’ex assessore, Manfredi, ha chiesto pubblicamente di rileggere attentamente, interviene il ministro dell’Interno Angelino Alfano.
“Sono convinto politicamente che non c’è bisogno di leggere l’intercettazione” relativa a una conversazione tra il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, e il dottor Matteo Tutino, “per invitare Crocetta a farsi da parte, perchè la lettera di Lucia Borsellino dice già tutto e avrebbe dovuto destare un grande scandalo dentro il Pd a prescindere da tutto questo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervenendo a Skytg24. “Questa è la nostra posizione politica – ha ribadito – ed è coerente perchè siamo all’opposizione di Crocetta”.
Peccato per Alfano che dimentichi un passaggio fondamentale della lettera di Lucia Borsellino in cui richiama in modo limpido le responsabilità di un ministro del governo Renzi, peraltro in quota Ncd, ovvero il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, pur senza nominarla.
Sul caso della piccola Nicole, che aveva portato sull’orlo delle dimissioni già una prima volta la Borsellino per l’aggressione istituzionale subita, l’ex assessore parla infatti di “pregiudizio istituzionale” in riferimento agli attacchi subiti dal ministro quando ancora non c’erano i risultati di istruttorie e inchieste che infatti si sono orientate verso tutt’altra direzione, come i recenti aggiornamenti della cronaca giudiziaria hanno fatto emergere.
ECCO COSA HA SCRITTO LUCIA BORSELLINO
“Come annunciato nel febbraio scorso, una volta acquisite le risultanze degli accertamenti medico-legali e dell’attività della Commissione congiunta Ministero-Regione-Agenas-Nas sul caso della piccola neonata, purtroppo resosi emblematico di un pre-giudizio istituzionale sul funzionamento del sistema sanitario nel suo complesso, -ancor prima dell’esito delle verifiche tecniche, amministrative e giudiziarie sul caso-, rimetto oggi formalmente il mandato conferitomi dopo aver esperito le dovute azioni correlate e conseguenti”. Dunque il passaggio delle dimissioni è inserito proprio in riferimento al “pregiudizio istituzionale” da parte del governo nazionale e in particolare del ministero della salute e solo dopo “considerata poi la concomitante circostanza occorsa, di cui ai recenti fatti di cronaca riguardanti il caso del primario di chirurgia plastica e maxillo-facciale dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello”, l’assessore dice “non posso non manifestare il rammarico conseguente alla lesione che fatti come questo determinano inevitabilmente all’immagine dell’istituzione sanitaria e dell’intera Regione Siciliana, adombrando il lavoro di tanti operatori e professionisti che profondono quotidianamente il proprio impegno con onestà e correttezza nell’esclusivo interesse pubblico”.

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