Caso commissioni, Licata ai Cinquestelle: "detrattori delle istituzioni e della verità"

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(di Salvatore Licata, pres. I commissione) Comprendo che avventurarsi nel prendere certe posizioni su alcuni argomenti, secondo i canoni della Politica, è inopportuno, soprattutto quando, di questi tempi, si è bersaglio di un’opinione pubblica che, assolutamente a ragione, ha una pessima considerazione di tutto ciò che è riconducibile alla gestione della cosa pubblica.
Ritengo però doveroso, mettendo nel conto il linciaggio mediatico personale, prendere una posizione netta e decisa sull’onta gettata sul Consiglio comunale di Caltanissetta per presunte commissioni lampo, addirittura di 10/15 minuti.
Il silenzio suonerebbe come ammissione di colpa e ciò è assolutamente inaccettabile.
Se la durata limitata di una commissione fosse riconducibile al mal costume dei suoi componenti, allora ciò sarebbe grave e deprecabile, ma se invece è attribuibile, ad esempio, alla caduta del numero legale per l’allontanamento di uno o più componenti per motivazioni personali o addirittura politiche, allora il giudizio va obbiettivamente modificato se non ribaltato.
Alla luce di queste considerazioni, sarebbe stato opportuno e serio verificare i motivi delle interruzioni delle Commissioni prima di gettare al pubblico ludibrio il Consiglio comunale per qualche seduta di commissione durata eccezionalmente poco tempo.
La rarità ed eccezionalità delle sedute denunciate, pertanto, contrariamente a quanto artatamente si è tentato di fare, non possono assurgere a parametro di valutazione del lavoro svolto dai consiglieri comunali nelle rispettive commissioni.
Accanto a questa chiave di lettura, riduttiva e fuorviante, infatti, ve ne è un’altra che ora più che mai va palesata al grande pubblico e di cui lo scrivente è testimone, rappresentata da un Consiglio comunale responsabile, fatto di consiglieri seri, impegnati, presenti, puntuali, e soprattutto propositivi nell’ambito dei lavori che si svolgono in seno alle commissioni e nelle sedute consiliari.
Questo è l’ambiente che orgogliosamente frequento e che conosco, dove il tempo impiegato per lavorare è sempre più che congruo e dove, prima che guardare l’orologio, i Consiglieri guardano i contenuti ed i risultati del lavoro effettuato.
Il Consiglio comunale di Caltanissetta in merito a ciò, nonostante potrà fare sempre meglio e di più, ha dimostrato sino ad oggi di essere all’altezza del ruolo che gli è stato attribuito dalla Città.
Piuttosto che raccontare in maniera sibillina e vaga un aspetto tutto da accertare ed eventualmente di molto circoscritto, dando così prepotentemente l’idea di un’opera di sciacallaggio politico da inizio di campagna elettorale, mi piacerebbe che il M5S mettesse da parte il cronometro ed entrasse più nel merito dell’attività amministrativa locale che ha bisogno, per il bene della Città, anche del suo contributo.
Il M5S di Caltanissetta non si renda responsabile dell’opera di svilimento e di screditamento di quella parte di rappresentanza politica sana che ancora esiste e di cui, come sa bene il collega Giovanni Magrì, il Consiglio Comunale di Caltanissetta è un degno rappresentante.
Alludere al contrario significherebbe mistificare la realtà e non limitarsi ad una legittima ed opportuna attività di critica politica, ma in maniera deprecabile puntare indiscriminatamente e quindi irresponsabilmente alla demolizione delle Istituzioni e di quella democrazia rappresentativa di cui il Consiglio Comunale, in una Città, è la massima espressione.
In ultimo, relativamente alla Prima Commissione, che mi onoro di presiedere per la presenza di valenti professionisti che si privano del loro lavoro per servire responsabilmente la Città, essa si riunisce due volte a settimana, una terza volta solo se la mole di lavoro lo dovesse imporre.
La sua durata è quasi sempre di un’ora e mezza e spesso, come potrà testimoniare il collega pentastellato componente della Commissione, anche a seguito della caduta del numero legale, si continua a lavorare non facendo caso ad orario e ad impegni di altro genere.
Per quanto concerne, in particolare, la seduta del 23 Aprile, unica seduta contestata dal M5S in un anno di lavoro della Prima Commissione, si può facilmente evincere, se solo si leggesse il verbale, che i lavori iniziarono di fatto alle 15.00, nonostante il numero legale fosse stato raggiunto solo alle 15.30, e si conclusero alle 16:15, in prossimità dell’inizio di una seduta del Consiglio comunale.
O semplicemente sarebbe stato più semplice informarsi con l’amico Magrì, che seppure presente (nonostante il comunicato stranamente non riporti il suo nome) non ha mai contestato alcuna anomalia relativamente alla durata della seduta.
L’arco temporale dei lavori della commissione incriminata è, pertanto, quasi raddoppiato rispetto a quello riportato dalla stampa e l’argomento trattato è relativo alla preparazione del documento che si presentò di lì a pochi giorni durante il Consiglio comunale monotematico sui Liberi Consorzi di Comuni, richiesto proprio dalla Prima Commissione e che riscosse grande successo.
Anche e soprattutto questo si dovrebbe far emergere al fine di sconfessare un’opinione consolidata che vede una certa parte politica, in nome di un assemblearismo improponibile, detrattrice, prima ancora che delle Istituzioni, della stessa Verità.
Salvatore Licata Presidente Prima Commissione consiliare

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