Casa Rosetta in udienza da Papa Francesco nel segno di prossimità, integralità, bene comune

Prossimità, integralità, bene comune: per promuovere percorsi di integrazione sociosanitaria e socioassistenziale Papa Francesco ha raccomandato queste tre linee-guida ricevendo in udienza speciale in Vaticano i manager delle aziende sanitarie italiane confederate in Federsanità-Anci, tra le quali c’è anche Casa Rosetta, che ha partecipato all’udienza papale con il presidente Giorgio De Cristoforo. “La prossimità – ha detto Papa Francesco – è l’antidoto all’autoreferenzialità; vedere nel paziente un altro me stesso spezza le catene dell’egoismo, fa cadere il piedistallo sul quale a volte siamo tentati di salire e spinge a riconoscerci fratelli, a prescindere dalla lingua, dalla provenienza geografica, dallo status sociale o dalla condizione di salute. Se nelle persone che incontriamo nelle corsie degli ospedali, nelle case di cura, negli ambulatori riusciamo a scorgere prima di tutto dei fratelli e delle sorelle, cambia tutto: la “presa in carico” smette di essere una questione burocratica e diventa incontro, accompagnamento, condivisione. L’integralità si oppone alla frammentazione e alla parzialità. Se tutto è connesso, dobbiamo anche ripensare il concetto di salute in un’ottica integrale, che abbracci tutte le dimensioni della persona. Senza nulla togliere al valore delle competenze specifiche, curare un malato significa considerare non solo una certa sua patologia, ma la sua condizione psicologica, sociale, culturale e spirituale: il tutto. Una visione olistica della cura contribuisce a contrastare la “cultura dello scarto”, che esclude quanti, per diversi motivi, non rispondono a certi canoni. È una cultura di oggi, così, dello scarto. Quello che non serve è fuori. Usa e getta, a tutti i livelli. In una società che rischia di vedere i malati come un peso, un costo, occorre rimettere al centro ciò che non ha prezzo, non si compra e non si vende, cioè la dignità della persona. E il terzo antidoto – ha detto ancora Papa Francesco – è il bene comune, come rimedio al perseguire interessi di parte. Anche in campo sanitario è frequente la tentazione di far prevalere vantaggi economici o politici di qualche gruppo a discapito della maggior parte della popolazione”.

“Casa Rosetta si riconosce pienamente nelle linee-guida indicate da Papa Francesco, e rafforzerà ulteriormente il proprio impegno”, ha commentato il presidente Giorgio De Cristoforo, che ha aggiunto: “I primi due articoli dello statuto dell’Associazione, definiscono chiaramente l’identità di Casa Rosetta: in coerenza con la visione cristiana della persona e della sua integralità persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro per i soci e remunerazione per chi la presiede, dando assistenza materiale e morale alle persone colpite da menomazioni fisiche, psichiche, sensoriali da qualunque causa, e alle persone emarginate per qualsiasi causa, curando la loro dignitosa assistenza, la loro riabilitazione globale, il reinserimento nella società mediante la promozione dei diritti umani e il contrasto delle disuguaglianze sociosanitarie”.

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