Casa rifugio per donne vittime di violenza. E’ di Caltanissetta la prima iscritta in Sicilia

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E’ di una cooperativa di Caltanissetta la prima casa rifugio ad indirizzo segreto per ospitalità di II livello  per donne vittime di violenza,  iscritta regolarmente all’albo regionale l. 22/86.
La cooperativa sociale Etnos, che da anni è impegnata nei servizi di accoglienza per donne e minori in difficoltà, oggi si attrezza ancor di più con un servizio rivolto esclusivamente alle donne che denunciano atti di violenza e situazioni di pericolo che richiedono una particolare protezione.
L’accoglienza è supportata da una organizzazione costituita da un’equipe altamente specializzata costituita da: una psicoterapeuta, una psicologa, educatori e addetti all’infanzia, coordinati dall’assistente sociale dott.ssa  Rosalba Turrigrossa. Inoltre saranno accompagnate in questo processo di riconoscimento della propria identità, da un orientatore che lavorerà all’esterno in stretta sinergia con lo staff psico-pedagogico.
Alcune delle donne, che saranno inserite nella struttura, potranno usufruire di borse lavoro e di opportunità formative utili a ritrovare un equilibrio psico- fisico, fortemente destabilizzato dalle ripetute frustrazioni derivanti dalle violenze, e poter allo stesso tempo ricevere un giusto compenso economico, utile strumento di autonomia. I contesti lavorativi scelti garantiranno alti e opportuni livelli sicurezza per le  donne coinvolte.
La cooperativa sociale Etnos, che è già iscritta ed accreditata presso il Dipartimento Pari Opportunità al numero verde nazionale del 1522, si è già distinta per l’impegno e l’opera di sensibilizzazione anche per la prevenzione di questa triste piaga sociale, garantendo già dal 2012 assistenza a circa 110 donne sole o con figli, la maggior parte delle quali, al termine del percorso educativo, ha ritrovato il senso della propria vita. La struttura è stata creata grazie all’impiego di risorse umane ed economiche della cooperativa nissena da anni fortemente attiva nel sostegno alle fasce più deboli della popolazione.
Grazie alla stretta collaborazione con le autorità giudiziarie, di polizia, ai servizi sociali e le associazioni del territorio che rientrano nel coordinamento contro la violenza sulle donne di Caltanissetta, è stato possibile questo risultato che rappresenta certamente un ulteriore strumento di crescita civica del nostro territorio.
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