Casa di cura lager, i nomi degli indagati: “Persone trattate peggio degli animali”

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Dieci anziani quasi tutti con disabilità psichiche e non autosufficienti hanno vissuto per anni in una sorta di girone infernale tra violenze e privazioni. L’operazione dei Nas di Ragusa unitamente ai carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta ha portato all’emissione da parte del Gip di cinque ordinanze cautelari, tre coercitivie (una in carcere e due ai domiciliari) e due interdittive della sospensione di un anno.

E’ stato anche disposto il sequestro della struttura socio assistenziale per disabili psichici di Serradifalco, formalmente divisa in due comunità di fatto accorpate.

In carcere è finito Vincenzo Biundo, classe ‘68 gelese. Ai domiciliari Anna Rosa Milazzo classe 1970 di Serradifalco e Rocco Giovanni Scordio classe ‘71 di Gela considerato l’amministratore di fatto della cooperativa sociale Azzurra di Gela. Misura interdittiva invece per Giuseppe Milazzo serradifalchese del 1997 e Santa Martino classe 1956 di Serradifalco. Solo Biundo è indagato di violenza sessuale mentre tutti gli altri a vario titolo di maltrattamenti, abbandono di incapaci ed esercizio abusivo della professione di infermiere. Ispezioni e intercettazioni hanno permesso di svelare la condotta degli indagati nelle due strutture “lager” all’interno delle quali erano ospitate nove persone affette da disabilità psichiche di varia gravità. Si tratta delle comunità “Francesco Lio” e “Giovanni Iacono” entrambe gestite dalla cooperativa sociale Azzurra con sede legale a Gela che è stata sequestrata. Anche la rappresentante legale della cooperativa è indagata ma nei suoi confronti non è stata chiesta alcuna misura cautelare.

Il tenente colonnello Vincenzo Maresca, comandante dei Nas di Napoli con competenza sul sud Italia, ha spiegato stamane in conferenza stampa la genesi dell’inchiesta. “Crimini molto violenti verso i più deboli, malati psichici e anziani. A parte la violenza sessuale incomprensibile nei confronti di un’anziana disabile, le violenze erano giornaliere con schiaffi pugni, sedie e bastoni. L’alimentazione era scellerata. Venivano presi pezzi di pane raffermo recuperati dai panifici del luogo, ammorbiditi nel latte e dati agli anziani”.

L’indagine è nata in epoca covid durante le ispezioni dei Nas in tutte le case anziani ed Rsa. Già a Novembre i militari del Nas si erano accorti che il vitto era insufficiente e tante altre cose non convincevano. Da lì è partita un’inchiesta con microspie e telecamere nascoste che in pochi mesi ha consentito di individuare i responsabili e mettere in sicurezza gli anziani. La struttura non era convenzionata.

da sx Maresca, Daidone Torchiano

“Persone trattate peggio degli animali – commenta il colonnello Baldassare Daidone, comandante provinciale dei Carabinieri -, quando si parla di dar da mangiare pane raffermo ammorbidito con acqua, credo che siamo davanti a un qualcosa che non avviene più neanche con gli animali. Speriamo adesso che queste persone disabili possono avere un futuro e una vita migliori”.

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