"Cardiologia rischia di implodere", denuncia del Nursind. "Personale impeccabile costretto a lavorare fuori da ogni logica"

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“La situazione della cardiologia del S.Elia è al limite dell’implosione”. Lo afferma Osvaldo Barba segretario regionale Nursind Sicilia. “Nonostante le segnalazioni varie, ad oggi tale situazione permane costantemente in condizioni di elevatissimo rischio clinico. Barelle nei corridoi, reparti ed Unità di Terapia Intensiva Cardiologica sature fino all’inverosimile, con un personale sanitario ridotto ai minimi termini. Nonostante la condotta impeccabile e diligente del personale, ausiliario infermieristico e medico che continuano a svolgere il compito di tutori della salute contro ogni logica di rapporto tra posti letto e personale in servizio, rimangono delle emergenze mai risolte”.
“In una struttura individuata come centro di alta intensità assistenziale di necessità di cure, permane un solo medico di guardia H 24 e, nella migliore delle occasioni, 3 infermieri per turno con l’impossibilità di assicurare la mansione assistenziale ai degenti in terapia intensiva con 8 posti letto monitorati e nel contempo gestire i trasferimenti di pazienti critici cardiologici provenienti da altre strutture non provviste di U.T.I.C ed Emodinamica”.
“In un reparto che dovrebbe avere al massimo 12 posti di degenza ordinaria ed 8 di intensiva si arriva ad avere anche 29 pazienti con la collocazione degli “esuberi” in barelle nei corridoi”.
“Questa logica emergenziale non solo non può garantire un servizio efficiente ma diventa inevitabilmente fonte di disservizio con conseguente prolungato stress lavorativo che espone il personale tutto a continui rischi”.
Pe ril sindacalista del Nursind, “è chiaro che la soluzione a questa drammatica situazione deve obbligatoriamente scaturire da un confronto urgentissimo tra ASP, 118 ed organizzazioni sindacali.
Quello che è certo che, come Nursind non possiamo permettere che i colleghi vivano con l’incubo di una denuncia che potrebbe arrivare da un momento all’altro”.
Aspettiamo una risposta immediata dell’ASP in merito. Se non dovesse arrivare, procederemo per altre vie”.

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