Cardiologia ed emodinamica del S.Elia riaprono le porte ai ricoveri elettivi non urgenti. Tutti negativi i tamponi sul personale

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Riapre ai ricoveri elettivi il reparto di cardiologica Utica ed emodinamica dell’ospedale S.Elia di Caltanissetta dopo che un infermiere era risultato positivo al Cov-Sars 2. In via del tutto precauzionale erano stati sospesi i ricoveri elettivi non urgenti. Immediatamente dopo, in ottemperanza alle direttive Aziendali, sono stati eseguiti i dovuti test all’interno del reparto, tutti risultati negativi sia al primo che al secondo tampone. Questo ci consente di riaprire le porte del reparto alla cittadinanza nissena e alle province vicine, in totale sicurezza”, spiegano in una nota il responsabile dell’unità operativa complessa Felice Rindone e il responsabile di emodinamica Giovanni Longo.

“Questa informazione si rende necessaria al fine di trasmettere alla cittadinanza un segnale di serenità e fronteggiare i continui bombardamenti mediatici che hanno l’effetto di determinare un pericoloso allarmismo, il quale potrebbe ripercuotersi sulla salute degli stessi pazienti. Non vorremmo mai più assistere a scelte da parte di pazienti che per paura del COVID, non si presentano in ospedale per un dolore toracico o altre patologie urgenti. L’infarto del miocardio, tra tutte, oggi è la malattia più incidente nella società moderna e grazie alle innovazioni tecnologiche e scientifiche, è possibile contrastarlo in modo efficace. Un ritardo nel raggiungere il centro di riferimento – e la cardiologia con l’U.O.S. di Emodinamica del P.O. “S. Elia” è uno di questi – potrebbe rivelarsi fatale”.

“È per questo che in un momento così delicato, in cui medici e infermieri, sono costretti a lavorare in trincea, – proseguono i due dirigenti medici – avremmo il piacere che la politica supporti e analizzi in modo costruttivo – e non polemico – l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. La cardiologia, così come l’intero P.O. “S.Elia”, in cui ogni giorno noi lavoriamo e viviamo è “sicuro” e non vi sono, ad oggi, focolai che possano mettere a rischio la salute degli utenti e dei pazienti”.

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