Cara di Pian del lago. Sciopero della fame per il lavoro: In bus a Roma con direzione Viminale

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“Dopo tre giorni di sciopero della fame senza alcuna riposta, alcuni lavoratori ci recheremo a Roma per un sit in al Viminale mentre a rotazione il resto del personale continuerà il sit in garantendo al contempo il servizio lavorativo”. Martedì 4 febbraio sono sette giorni consecutivi in cui gli operatori del centro d’accoglienza per richiedenti asilo di contrada Pian del Lago di Caltanissetta mantengono in vita un sit in davanti la sede della Prefettura di Caltanissetta chiedendo la garanzia dei livelli occupazionali. In questi giorni hanno ricevuto le visite del sindaco, Roberto Gambino e del vescovo Mario Russotto mentre dal mondo politico s’è registrato un certo silenzio. La protesta arriva in un momento cruciale per il futuro dei lavoratori. Con l’aggiudicazione definitiva operata a novembre dalla Prefettura a seguito di gara d’appalto, il Cara e il Cda si accingono ad essere gestiti da nuove compagini societarie. Il primo lotto del valore a base d’asta di 1milione e 582mila euro per 12 mesi riguarda la gestione del centro, l’assistenza sanitaria e la fornitura dei kit d’ingresso ai richiedenti asilo ed è stato aggiudicato alla cooperativa sociale Essequadro. Il secondo lotto per la fornitura di pasti del valore a base d’asta di circa 1 milione e 700mila euro è stato aggiudicato alla società Ad Majora Srl e il terzo lotto per la pulizia con un valore a base d’asta di 133mila euro alla società Consorzio Pulinissa Sicilia. Su queste cifre vanno poi calcolati i ribassi presentati in fase di gara. L’affidamento annuale è rinnovabile per altri 12 mesi e tra clausole di rinnovo e opzioni di modifica del contratto durante il periodo d’efficacia, il valore complessivo dell’appalto è di circa 11 milioni di euro. La capienza prevista è di 456 posti.

Tutte le sigle sindacali nei giorni scorsi hanno comunicato il rischio che salti l’accordo per l’assunzione di tutto il personale in servizio ed hanno chiesto un tavolo urgente in Prefettura. L’ufficio territoriale del Governo dal canto suo aveva inserito nel bando di gara le clausole sociali per l’assorbimento del personale.

La cooperativa Essequadro a settembre del 2019 s’è aggiudicata anche la gestione del Cpr – centro per i rimpatri – che ha una capienza di 96 posti. Gara del valore a base d’asta di 1milione e 127mila euro per 12 mesi. Tra rinnovo – consentito e previsto per 12 mesi – e opzioni di modifica del contratto previste dal Codice degli appalti, il valore complessivo dell’appalto è di 3 milioni e 832mila euro. “Vogliamo che la gestione del personale venga considerata separatamente e che non si faccia un unico calderone. Questo per evitare che si possa cercare di creare confusione per ottenere la contrazione delle ore lavorate”, ha detto la segretaria Fp Cisl, Floriana Russo Introito nei giorni scorsi uscendo da un incontro all’assessorato regionale alla Famiglia, politiche sociali e del lavoro.

I lavoratori intanto sono in sit in autonomo. Lo hanno definito un sit in “continuativo” sottolineando così il carattere di una protesta aperta al dialogo. Mentre i colleghi fanno la staffetta per mantenere vivo il presidio in viale Regina Margherita, due operatori sono partiti in bus per Roma con lo scopo di portare la voce dei lavoratori fin sotto il Viminale. Si tratta di Pasquale Gangi e Gaetano Grisafi, storici operatori del centro di Pian del Lago sin dalla sua istituzione. Quest’ultimo è in sciopero della fame da tre giorni e ha manifestato tutta la sua preoccupazione per un’eventuale proposta di contratto a 18 ore settimanali.

“Per vent’anni abbiamo lavorato con impegno e amore, giorno e notte per offrire ai nostri ospiti un servizio qualificato con imparzialità, neutralità e umiltà. Da parte dello Stato e di chi ci governa ci sentiamo abbandonati. Vi chiediamo di unirvi a noi per difendere una realtà riconosciuta in Europa affinché il nostro contratto di lavoro conquistato con meritocrazia non venga ad essere distrutto”. Questo il contenuto di una lettera che Crisafi intende consegnare al ministro dell’Interno.

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