Cara di Pian del Lago. Finisce in ospedale l’operatore in sciopero della fame per il rinnovo contrattuale

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Malore nella serata di lunedì per Gaetano Crisafi l’operatore del Centro d’accoglienza per richiedenti asilo di Pian del Lago in sciopero della fame da alcuni giorni nell’ambito della vertenza dei lavoratori per il rinnovo contrattuale.

Crisafi nei giorni scorsi è stato anche a Roma insieme a un collega per un sit in nei pressi del ministero dell’Interno. E’ stato ricoverato all’ospedale Sant’Elia per accertamenti. E’ debilitato per il digiuno e i sanitari hanno anche disposto una Tac per via di una caduta a terra causata dal mancamento. “Siamo preoccupati per la salute di Gaetano anche perchè lui ci ha sempre detto che è meglio morire piuttosto che perdere la dignità con un lavoro da  600 euro al mese dopo 20 anni di servizio”, ha detto Francesco Iacona, collega di Crisafi nonché coordinatore per la Cisl Fp che ha seguito tutti i tavoli insieme al segretario generale Floriana Russo Introito.

Lunedì si è tenuto un nuovo tavolo tra azienda e sindacati con all’ordine del giorno l’assorbimento di tutti i lavoratori del Cara e del Cda da parte delle società aggiudicatarie dell’appalto. Si tratta di cento lavoratori dei quali 64 sono operatori. Per questi ultimi la nuova gestione avrebbe offerto un contratto a 24 ore settimanali a condizione che sei unità vengano impiegate nel servizio di preparazione dei pasti. Di diverso avviso il sindacalista della Fp Cisl: “Sono partiti da 19 ore e su quell’offerta sono sempre rimasti fermi”. Il tavolo all’ufficio del lavoro con la presenza delle controparti si terrà nuovamente venerdì prossimo. Tutto ruota attorno all’offerta tecnica migliorativa presentata dalla società in fase di gara. Prevede un numero maggiore di unità e i sindacati chiedono che a tale previsione corrisponda un numero superiore di ore lavorate. La cooperativa sociale Essequadro, aggiudicataria insieme alla società Ad Majora Srl dei due lotti riguardanti assistenza e preparazione dei pasti, ha preferito non rilasciare dichiarazioni in questa fase per rispetto dell’operatore finito in ospedale e in attesa dell’esito del tavolo di venerdì prossimo.

Per giorno 17 febbraio i sindacati hanno intanto proclamato lo sciopero del personale.

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